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Pescara, 26/04/2026
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Data: 09/06/2009
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - L'urlo di Albore Mascia: «Io, il nuovo sindaco» In 13 mesi dalla sconfitta contro D'Alfonso alla vittoria con il raddoppio dei voti

PESCARA. Tredici mesi per passare dalla sconfitta alla vittoria, capovolgendo il risultato dell'aprile 2008, raddoppiando i voti e trascinando il centrodestra a Palazzo di città dopo sei anni di rincorsa al centrosinistra. Luigi Albore Mascia, 43 anni, avvocato e fino a due giorni fa leader dell'opposizione del Pdl in Comune, è il nuovo sindaco di Pescara. Ha sconfitto con il 54,4% dei voti l'uomo del Pd, Marco Alessandrini, fermo al 37,5%. Poco prima delle 23, rompe gli indugi a scutinio in corso, ma a risultato già consolidato, arrivando al comitato elettorale di piazza Salotto per il primo bagno di folla.
«Sono contentissimo, non so come esprimere la mia gioia» dice Luigi Albore Mascia commosso dagli applausi dei sostenitori, circondato da giornalisti e telecamere. «Ringrazio tutti quelli che mi hanno votato e i dirigenti del partito, che hanno fatto scelte bellissime in armonia con il lavoro compiuto, ringrazio i miei collaboratori, perché le vittorie sono sempre figlie di tanti contributi. Questa vittoria è stata costruita in sei anni, giorno dopo giorno, e soprattutto nell'ultimo anno: siamo partiti da quel 26% per arrivare qui». Nella sera della vittoria, Albore Mascia ricorda l'impegno di Lorenzo Sospiri, di Filippo Piccone e di Andrea Pastore, che assieme a Giuliano Grossi è tra i primi a congratularsi con lui. Il primo abbraccio, però, è con l'assessore regionale Carlo Masci, arrivato con Berardino Fiorilli dal comitato elettorale di Rialzati Abruzzo-Pescara futura, distante poche decine di metri. «Questo risultato va anche a demerito di chi ha amministrato male e violato le regole, o che comunque dovrò dimostrare di non averlo fatto» sottolinea il nuovo sindaco, «ma noi abbiamo fatto una campagna di contenuti, costruita con tutta la coalizione, e gli elettori hanno premiato questo impegno». Per questo, nella sera del trionfo, Albore Mascia vuole annunciare quelli che saranno i suoi primi atti: innanzitutto la riapertura della rampa di piazza Italia dell'asse attrezzato, per la quale aveva condotto con l'opposizione una battaglia durissima arrivata fino al referendum popolare. «Subito, subito» esplode la folla che lo circonda. E poi «una grande manifestazione per i fratelli aquilani» e «la soluzione del problema dell'area di risulta». «Abbiamo l'eredità pesante del Calice di Toyo Ito» ricorda. «Toglilo» urlano i sostenitori. «Ma anche il ponte sul mare. Che ne faremo? Lo inaugureremo quando sarà terminato: nella vita si vive anche di eredità» sorride.
Avvolto nella fascia tricolore, sarà Luigi Albore Mascia ad aprire ufficialmente i Giochi del Mediterraneo: «Con la vittoria al primo turno, abbiamo evitato che Pescara in quei giorni non avesse un sindaco. Questa mattina mi ha chiamato il commissario Mario Pescante per darmi il suo "in bocca al lupo"» racconta, «se la manifestazione si farà, lo dobbiamo a un uomo come lui».
Dopo ore di attesa estenuante, chiuso in casa con due collaboratori, computer e tv accesi, Albore Mascia parla senza risparmiarsi: ricordando, a chi glielo chiedeva, che il suo cognome si pronuncia "Albòre" («il cognome di una nonna che per tanti anni ha insegnato al liceo classico»), e raccontando con voce incrinata i genitori Fernando e Alfonsina: «La visita ai miei, al cimitero, è stato il mio unico gesto "portafortuna"». Al telefono, un saluto al senatore del Pdl Paolo Tancredi che chiama per gli auguri. «Grazie», risponde nel frastuono, mentre compare una bottiglia di champagne. «Alla vittoria» grida Albore Mascia mentre solleva il bicchiere e il neo presidente della Provincia Guerino Testa si precipita ad abbracciarlo. Strette di mano, sorrisi, poi la corsa in Comune per le dirette tv: qui, sotto i riflettori, una veloce stretta di mano con lo sconfitto Marco Alessandrini, e poi la festa, stretto tra due ali di folla, con il coordinatore provinciale del Pdl Lorenzo Sospiri entusiasta che sventola una bandiera del Popolo della libertà e l'abbraccio con il presidente della Regione Gianni Chiodi.

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