Pescara/Al comitato la grande festa è per il neo-presidente, il sindaco ha atteso dati più sicuri
PESCARA - La prima festa esplode spontanea alle 20,15, quando Guerino Testa il neopresidente della Provincia di Pescara - il primo di centrodestra nella storia di Palazzo dei marmi - varca la soglia del comitato elettorale del Pdl a piazza Salotto. Un applauso scrosciante dei tanti supporter accoglie il vincitore sulla porta e l'accompagna in trionfo come un imperatore. E subito partono i coretti da stadio: «Un presidente, un solo presidente, un presideeenteeee...». Si stringono attorno a lui il senatore Andrea Pastore, Ricardo Chiavaroli, Marcello Antonelli, iscritti simpatizzanti amiche e amici. Lo segue come un'ombra Michele Russo, suo spin doctor di questa campagna elettorale che Testa ha condotto a tappeto in tutta la provincia sulla spinta dell'azzeccatissimo slogan "46 interessi comuni".
Lui, in completo blu, ride più con gli occhi che con la bocca, ha la faccia di chi si sta svegliando da un bel sogno e scopre una realtà ancora più bella. Ma altri occhi sorridono di più in quella grande sala: quelli di papà Donato, commercialista da 45 anni del quale Guerino ha seguito professionalmente le orme, e di mamma Tina De Nigris. Non c'è Connie, la giovane moglie del neopresidente, rimasta a casa con le due bimbe: una si chiama Valentina e l'altra, non a caso, Vittoria. Insomma, era tutto scritto nel dna di famiglia.
«Il suo impegno è stato molto lineare in questo periodo, sono stato molto tranquillo, sapevo che ce l'avrebbe fatta» dice papà Donato seguendo con lo sguardo Guerino circondato e festeggiato. E aggiunge orgoglioso: «Ho capito che mio figlio avrebbe fatto bene in politica quando un giorno, eletto per la prima volta consigliere in Comune con Pescara Futura, chiesero al sindaco D'Alfonso chi avrebbe voluto rubare al centrodestra. E lui rispose: Nicoletta Verì e Guerino Testa». Pastore e Chiavaroli stappano un magnum Cà del Bosco, riempiono i bicchieri ed è festa grande. La stessa scena si ripeterà qualche ora più tardi quando Luigi Albore Mascia, più fiducioso per l'andamento dello scrutinio, raggiunge finalmente il comitato elettorale. «Per uscire di casa ho voluto aspettare lo spoglio della metà dei seggi» ha detto Albore Mascia (quasi alle 23), poi acclamato in aula consiliare al Comune dov'era pronta per lui la diretta con Bruno Vespa a "Porta a Porta". «La festa adesso è completa, bellissima», una festa da sbornia perchè storica.