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Pescara, 26/04/2026
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10/06/2009
Il Centro
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SPECIALE ELEZIONI - Catarra, ecco le prime idee da presidente. «Più dipendenti sulle strade, i soldi dei concerti andranno alla manutenzione» |
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TERAMO. Il presidente dei 29 voti - è questo l'incredibile scarto che lo ha diviso dal ballottaggio - non raccoglie quando gli si parla di fortuna. Anzi, dice che ci credeva fin da quando lo hanno candidato. Si sente sicuro della validità del risultato, nonostante l'annunciato ricorso di D'Agostino, e ha le idee chiare sul perché ha vinto e sul come vuole modificare la macchina Provincia. Ecco Valter Catarra, l'uomo che espugna l'inespugnabile: primo presidente di centrodestra del Teramano dopo essere stato primo sindaco di centrodestra nella storia della rossa Notaresco. Catarra, la preoccupa la verifica del risultato chiesta da D'Agostino? «Non mi preoccupa. Lo scarto dei voti c'è. C'erano i rappresentanti di lista a controllare. E poi, secondo il nostro conto, il divario è maggiore: siamo al 50,20». Dunque, se D'Agostino avesse ragione, chiederete il riconteggio anche voi? «Non lo so, vedremo. Di sicuro, all'eventuale ballottaggio riteniamo di avere tutte le carte in regola per vincere». Dica la verità, quando l'hanno candidata non ci credeva. «Io ci credo sempre, sennò non comincio neanche la battaglia. Una candidatura di facciata non m'interessava, sono già sindaco. Ci credevo perché sentivo il territorio lamentarsi, esprimere voglia di cambiamento. E poi c'è stato un fatto nuovo: il rinnovamento della classe dirigente di centrodestra. Profondo e sostanziale, non di facciata. Il modello Teramo è un modello vero e la vittoria schiacciante di Brucchi lo dimostra. Ci sono idee nuove, capacità amministrative nuove e già sperimentate. L'unica incognita era la brevità della campagna, il mio nome non era molto conosciuto. Ma l'abbiamo affrontata con il piglio giusto, visitando tutto il territorio. E poi avevamo sette liste». Si dice che sia fortunato. «La fortuna nella vita bisogna costruirsela. Se non avessi avuto una buona amministrazione, non sarei stato confermato sindaco e non sarei qui. Dietro ci sono sei anni di lavoro duro in Comune, con una presenza 24 ore su 24». Continuerà a fare il sindaco? «Sì, continuo». In campagna elettorale ha detto che l'organico della Provincia è squilibrato, che ci sono troppi dirigenti e troppi amministrativi. Cosa vuol fare, la guerra a dipendenti e sindacati? «Non ci saranno epurazioni, ma un riequilibrio. L'ho già fatto a Notaresco: c'erano otto responsabili di area, li ho ridotti a tre. Certo non sono io quello che prima delle elezioni annunciava di stabilizzare 41 precari». I famosi precari della Provincia. Cosa fa, li manda a casa? «Diciamo che non li voglio illudere, ma devo trovare le risorse per tenerli. I precari non sono solo questi 41, negli anni ne hanno creati altri e li hanno illusi. Questo è immorale. Io voglio sedermi a un tavolo con gli interlocutori giusti e verificare le effettive possibilità». Capitolo viabilità: lei dice che è un disastro, ma visto l'enorme chilometraggio delle provinciali e le poche risorse disponibili come pensa di uscirne? «È vero che non sarà facile, ma sono alcune manovre sbagliate negli anni che hanno portato a questo stato. La manutenzione ordinaria non si fa più perché i settori tecnici sono stati svuotati. Bisognerà spostare risorse da alcuni capitoli». Ad esempio? «Non penso che la Provincia abbia come compito quello di organizzare grandi concerti, non sono contro la musica ma bisogna scegliere. E poi, per quanto riguarda la grande viabilità, già posso incassare un successo: l'accordo di programma fatto da Chiodi con il ministero. Ci sarà una pioggia di miliardi per opere importanti, compreso il quarto lotto della Teramo-mare. Non è un protocollo d'intesa, è un accordo di programma che sarà inserito nel Dpef. Tra l'altro include lavori sulle aste fluviali, molto importanti per contenere le alluvioni». In passato altri governi hanno assicurato soldi, poi arrivati col contagocce o mai arrivati. E non dipende da lei se arriveranno. «Ma io almeno il potere di sollecitare e suggerire ce l'ho. Ci sono cose che ci spettano e le chiederemo. Finora la nostra Provincia è stata penalizzata, oggi abbiamo la possibilità di riequilibrare e sono convinto che troveremo la giusta attenzione. Da sindaco ho fatto il frate cercatano, tanta anticamera, ma ottenuto anche molti aiuti. Bisogna proporre cose ragionevoli e utili, non fatte per pochi». La giunta: possiamo dire che almeno una certezza c'è ed è Eva Guardiani, unica donna eletta nella maggioranza? «Il discorso è prematuro. Troveremo il modo di dare la giusta visibilità alle donne, poi bisognerà conciliare vari criteri. Mi sono sempre preso il tempo dovuto per ragionare sulle giunte, ma sicuramente ho degli eletti veramente eccellenti. E sono sono convinto che faremo la squadra migliore». A proposito di squadra. Avrà un suo staff, a differenza di D'Agostino? «Non è vero che lui non aveva lo staff, ma si è caricato diversi dipendenti che facevano comunicazione e il direttore generale. Valuterò, sempre nell'ottica del massimo risparmio. In generale, penso che lo staff sia la giunta. Oggi non ho alcuno staff».
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