Il debutto ufficiale a 23 anni come consigliere di quartiere Poi la nomina ad assessore
PESCARA. L'ultimo porta a porta della sua lunga campagna elettorale lo ha voluto fare indossando una sciarpa con i colori del Pescara calcio, la squadra del cuore, sua grande passione dopo la politica. Luigi Albore Mascia ha festeggiato così il suo grande successo. E' riuscito a coronare il sogno della vita di diventare sindaco della città all'età di 43 anni. Ci aveva già provato l'anno scorso, ma invano.
Ma allora il candidato del centrosinistra da battere era Luciano D'Alfonso, che si ripresentava alla guida di Pescara con un ampissimo margine di consensi nell'elettorato pescarese.
Il vento è cambiato improvvisamente a dicembre dell'anno scorso per una bufera giudiziaria, che ha travolto D'Alfonso a pochi mesi dalla sua rielezione a sindaco. Albore Mascia ha capito allora che avrebbe potuto finalmente farcela a raggiungere quel traguardo tanto ambito. Per questo, ha puntato i piedi e si è riproposto come candidato sindaco del centrodestra, facendo valere un accordo sottoscritto l'anno prima dai vertici locali dei partiti della sua coalizione. Accordo che concedeva a Mascia una seconda possibilità, in caso di sconfitta con D'Alfonso.
Il suo sogno di arrivare a guidare la città più importante dell'Abruzzo parte, però, da lontano. La carriera del neo sindaco comincia, nel 1983, all'età di 18 anni. «Rimasi molto colpito allora dall'attività svolta da un governo a guida laica» racconta Albore Mascia «mi piacque molto come personaggio politico l'ex presidente, Giovanni Spadolini». E' così che decide di buttarsi in politica con il Partito repubblicano.
La sua prima esperienza la fa nella sede del Pri, dove conosce due giornalisti molto noti, Oscar Giannino e Roberto Arditti. Albore Mascia, in quegli anni, divide la sua vita tra la passione per la politica e i pesanti impegni di studente alla facoltà di Giurisprudenza.
Il suo debutto ufficiale è nel 1989, a 23 anni, quando viene eletto per la prima volta consigliere di Quartiere, nelle liste del Pri. Nel 1993, un altro piccolo successo con la riconferma a consigliere e la successiva nomina alla carica di vice presidente di Circoscrizione del centro.
Sono gli anni del dopo Tangentopoli e la politica nazionale subisce una profonda trasformazione. Così, nel 1994, Albore Mascia decide di abbandonare i repubblicani per passare nelle file del Ccd.
Nel 1998, all'età di 32 anni, fa il grande salto. Dopo essere stato eletto in consiglio comunale con la Nuova Dc, diventa presidente della commissione lavori pubblici. Carica che ricopre fino al 2000, fino a quando non entra a far parte della seconda giunta Pace come assessore al controllo di gestione, insieme ad altri colleghi molto giovani, come Berardino Fiorilli e Daniele Toto.
Nel 2003, poco prima delle elezioni comunali, la sua grande amicizia con Sospiri lo porta a lasciare la Dc per approdare nel partito di An, nato nove anni prima dal congresso della svolta di Fiuggi.
Albore Mascia viene eletto di nuovo consigliere e risulta il terzo candidato più votato di Alleanza nazionale. Ma il centrodestra perde le elezioni e la guida della città passa a D'Alfonso e alla sua giunta di centrosinistra. Mascia fa una dura opposizione come presidente della commissione vigilanza. Poi, viene eletto vice presidente del consiglio comunale.
Nel 2008, i partiti di centrodestra riescono a trovare l'accordo sulla sua candidatura a sindaco della città. Ma Albore Mascia sa che è una scommessa quasi impossibile la sfida contro D'Alfonso. Tanto è vero l'ex sindaco riesce ad essere rieletto con quasi il doppio dei voti del candidato di centrodestra.
Albore Mascia fa ancora opposizione, come capogruppo del Pdl. Ma a pochi mesi dal voto delle comunali, tre inchieste della procura travolgono D'Alfonso e il 15 dicembre dell'anno scorso, nel pieno dello scrutinio per le Regionali, il sindaco viene arrestato. E' il preludio della fine anticipata della consiliatura.
Sabato e domenica scorsi, si torna a votare e Albore Mascia, dopo una lunga campagna elettorale molto tranquilla, viene eletto con il 54,51 per cento dei consensi, contro il 37,50 del suo avversario di centrosinistra, Marco Alessandrini.
«Ora il mio primo passo è quello di organizzare l'attività professionale di avvocato con quella di sindaco», spiega.
Albore Mascia non intende rinunciare nemmeno ai suoi hobby, il calcio e il tennis. Quando qualcuno gli rinfaccia scherzosamente di non essere tanto bravo a giocare a pallone, lui si va avanti ricordando un aneddoto. «Alcuni anni fa» racconta «ho segnato un gol all'ex portiere del Pescara, Luca Pacchiarotti. Prima di me c'era riuscito soltanto Maradona».
Il primo cittadino svela i suoi progetti: tra le priorità anche le aree di risulta e il completamento del porto canale
PESCARA. «La prima cosa che farò è riaprire la rampa dell'Asse attrezzato di piazza Italia». Lo ha annunciato Luigi Albore Mascia nella sua prima intervista da sindaco di Pescara.
Sindaco, partiamo dal suo successo alle elezioni. Se l'aspettava di vincere al primo turno?
«Sì, me l'aspettavo perché abbiamo svolto un grande gioco di squadra. Ho presentato un programma di ben 42 pagine, realizzato in collaborazione con l'architetto Lepore. Mentre il mio avversario, Marco Alessandrini, ne ha presentato uno di appena dieci pagine, per giunta fotocopia di quello consegnato l'anno scorso da Luciano D'Alfonso».
Ma quanto hanno influito le vicende giudiziarie in cui è rimasto coinvolto D'Alfonso?
«Sicuramente, hanno influito. Ma ha influito anche il fatto che il centrosinistra ha perso la credibilità nei confronti dei cittadini. La gente è rimasta delusa dal suo modo di governare».
Ora deve pensare alla nuova giunta. Come sarà composta?
«Faccio presente che non si sono fatti accordi prima. Farò la mia scelta degli assessori sulla base dell'esperienza, consenso e capacità innovativa. Ci sarà anche una quota rosa. Non escludo il fatto che possa essere scelto qualche personaggio con grande personalità come esterno. La mia non sarà l'amministrazione di un uomo solo al comando, faremo gioco di squadra come già dimostrato in campagna elettorale».
I primi interventi in programma?
«La riapertura della rampa di piazza Italia dell'Asse attrezzato sarà un modo per saldare il conto con i cittadini che hanno partecipato al referendum sul Piano traffico. Ovviamente, l'apertura avverrà previa verifica tecnica, perché quella rampa è stata chiusa per diverso tempo. Ci sono altre tre priorità. La sistemazione delle aree di risulta, magari con la collaborazione del mondo delle imprese. In 23 anni nessuna amministrazione c'è riuscita. Poi, il completamento del porto con una stazione marittima. Infine, la realizzazione del collegamento ferroviario tra Pescara e Roma. Io credo molto nelle infrastrutture».
Quando comincia?
«Domani si comincerà a lavorare. Con i miei collaboratori ci riuniremo per cominciare ad affrontare i grandi appuntamenti che ci attendono, come i Giochi del Mediterraneo e il G-8. Pescara deve fare bella figura».