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Pescara, 26/04/2026
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Data: 10/06/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - I cocci del Pd: trombati i vecchi, giovani incapaci di cambiare pagina

PESCARA - Giù come birilli i mammasantissima del Pd, da Giorgio D'Ambrosio a Marino Roselli e a Chieti Tommaso Coletti, quelli che il partito lo tenevano per il bavero, che o li candidi o se ne vanno, quelli sempre in bilico, un po' qua e un po' là, che inciuciano con l'Udc e strizzano l'occhio all'avversario, per alzare sempre la posta. Bocciati dagli elettori, proprio dai militanti, dal cuore del partito che gli ha voltato le spalle. Una sconfitta forte, ma il Pd allarga le braccia, inevitabile, dice. Così fan tutti, tutte le Regioni del meridione, è la politica bellezza, è il trend nazionale, anzi europeo. Il Pd perde perchè la magistratura ci ha messo lo zampino spiega Antonio Castricone, segretario provinciale del Pd, a Pescara in un colpo solo e dopo soli dodici mesi i democrat hanno subito lo scippo di Comune e Provincia, «perchè il nostro elettorato non perdona, perchè le vicende giudiziarie ci penalizzano fortemente, e lo sappiamo bene dopo Montesilvano».
Montesilvano, senza mettere giudizio. Le vicende giudiziarie al plurale, perchè dopo Montesilvano c'è stato Del Turco e poi ancora D'Alfonso, e non solo quelle. Nella sconfitta ha pesato la storia difficile del partito nazionale, la staffetta Veltroni-Franceschini, il fallimento della formula veltroniana. Insomma non è solo colpa degli abruzzesi, secondo il segretario provinciale. Ma intanto si è aperto il processo al partito, e dall'interno i vecchi leader messi all'angolo dal commissario Massimo Brutti adesso si ribellano, avete visto, avete voluto i giovani e i giovani ci hanno condotto al massacro. E si ritrovano a fronteggiarsi due correnti di pensiero, una che insiste sulla gestione condivisa del partito, un'altra che vuole individuare un uomo a cui affidare le redini, meglio se tra le vecchie leve.
Ma la sconfitta non è colpa dei giovani si difende Castricone, «abbiamo avuto solo due mesi per lavorare, e in due mesi non si rimediano mesi e anni di sfascio», e non c'è bisogno di trovare un nuovo totem, un succedaneo di D'Alfonso, proprio no. Piuttosto, le inchieste: «C'è bisogno di effettuare un chiarimento serio su tutte le vicende giudiziarie della regione, e il continuo rinvio della procura non ci aiuta: questa è una ferita che non si chiude mai». Il Pdl ha vinto perchè Berlusconi è venuto in Abruzzo tredici volte, e perchè «si vende bene»: «Pensiamo soltanto alle esenzioni Irpef cambiate la notte delle votazioni». E allora non se ne esce, non per ora. Il rinnovamento alla Provincia c'è stato, quattro consiglieri sono nuovi di zecca. Al Comune sono stati confermati quasi tutti gli uscenti. «Non dipende solo da noi, c'è la necessità di riorganizzare la coalizione a livello nazionale. E' proprio l'identità del Pd che non va, così com'è. Guardiamo Rifondazione, che esce penalizzata ovunque, che senso ha?». Il Pd analizzerà l'esito del voto in una riunione regionale a breve, poi toccherà alle segreterie provinciali. Castricone una idea ce l'ha per uscire dalla crisi: «Bisogna dare una scossa forte al partito. E tagliare i rami secchi, subito». Il taglio dei rami secchi in effetti è già cominciato. E ci hanno pensato gli elettori.



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