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Pescara, 26/04/2026
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Data: 10/06/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Transcom, corteo e proteste. Assemblea infuocata a Pettino: contestati anche i sindacalisti. Spunta l'ex presidente dell'Aquila calcio Severoni

I lavoratori licenziati bloccano le strade. Si muove il prefetto

L'AQUILA. «Ma quale G8! Non mi danno da mangiare né Obama né Berlusconi. Io devo passare per difendere il mio posto di lavoro». I dipendenti sfollati e licenziati della Transcom marciano sul viale delle Fiamme gialle sfidando i baschi verdi della Finanza in tenuta antisommossa. Oltre 200 dipendenti del call center di Pettino, destinatari della procedura di licenziamento collettivo attivata per 276 operatori (con il trasferimento degli altri 77 a Bari, Lecce, Cernusco sul Naviglio e Roma) paralizzano il traffico nella zona dell'ospedale e della cittadella della Finanza di Coppito per protestare contro la decisione dell'azienda. Dopo un'infuocata assemblea, in cui alcuni sindacalisti vengono interrotti e contestati, la marcia verso Coppito con un corteo non autorizzato.
L'ASSEMBLEA. Radunati dal tam-tam degli sms, i lavoratori sfollati ascoltano, non senza qualche intemperanza verbale, i resoconti dei sindacalisti. La contestazione non risparmia neppure il segretario regionale della Cgil Gianni Di Cesare, interrotto più volte mentre pronuncia il suo discorso. Gli animi sono esasperati. «Non ce la facciamo più a sentire le chiacchiere. Basta propaganda per fare le tessere. Qui bisogna trovare una soluzione, perché oltre alla casa non possiamo perdere anche il lavoro», grida una dipendente.
CHI C'ERA. La presidente della Provincia Stefania Pezzopane attacca: «Ci siamo rotti le p... Qui c'è stato un terremoto ed è inaccettabile che a pagarne le conseguenze debbano essere i lavoratori. Se l'azienda non ritira immediatamente la procedura di licenziamento non ci sediamo a nessun tavolo. Non è vero che Transcom ha perduto le commesse. A questo punto deve intervenire il governo». Per il vice presidente del consiglio regionale Giorgio De Matteis «la vertenza deve diventare nazionale. L'assessore Gatti già si è impegnato e nelle prossime ore avrà un incontro a Roma. Il problema non è lo stabile dove lavorare perché lo stanno sistemando e tra breve sarà di nuovo agibile. Il problema è il costo del lavoro. La mobilitazione dev'essere di tutti e nessuno giochi sulla pelle della gente». Il deputato Giovanni Lolli (Pd) presenta un'interrogazione parlamentare al ministro Claudio Scajola.
IL CORTEO. Un folto gruppo di manifestanti, con bandiere dell'Ugl e un tricolore, marciano verso la Finanza mandando in tilt il traffico. Con loro il sindaco Massimo Cialente. Bloccati all'inizio del viale delle Fiamme gialle, i lavoratori ottengono un incontro, in delegazione, col prefetto Franco Gabrielli. E l'azienda convoca i sindacati per domani.
RISPUNTA SEVERONI. Da una Mercedes grigia scende Massimo Severoni, ex presidente dell'Aquila calcio. La sua presenza in città viene ricordata prima per il tentativo, non riuscito, di salvataggio del calcio professionistico e poi per la diatriba con Alfredo D'Urbano per la gestione del club rossoblù. Severoni si ferma a parlare con la presidente della Provincia. L'ex dirigente della società rossoblù, ai tempi delle sue frequentazioni aquilane, aveva attivato un servizio di sms riservato ai tifosi. Il ritorno di fiamma di Severoni, che di recente ha contattato anche il presidente dell'Aquila Elio Gizzi, stavolta è legato alla sua attività nel mondo delle telecomunicazioni.

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