Passano ad "Alleanza" altri sette consiglieri, tranne la Pelino.
SULMONA - Loro, i consiglieri di maggioranza lo chiamano «un significativo ripensamento». Qualcun altro, dalla opposizione e dai banchi del pubblico, «manfrina». Sta di fatto che la scelta dei consiglieri di maggioranza del Pdl (fatta eccezione per Paola Pelino) di aderire al gruppo civico "Alleanza per Sulmona", ha per buona parte del Consiglio fiume di ieri, e non poteva essere diversamente, contraddistinto il dibattito all'interno della pubblica assise sulmonese anche se, il grido dei lavoratori della Cosmo diretto alla maggioranza «dimettetevi. Andate via visto che non siete riusciti a fare nulla», non è passato inosservato. Comunque, calmati, almeno in apparenza, gli animi dei lavoratori che hanno chiesto l'intervento del Prefetto «qui la situazione è esplosiva», hanno detto incassando l'impegno di un'assemblea aperta per il prossimo 27 giugno, il capogruppo Vittorio Masci dando lettura di un documento ha spiegato il perché della decisione di "lasciare" il Pdl. «In questa difficile fase la maggioranza consiliare - ha detto Masci - per la pressoché totalità composta da tutti iscritti del Pdl, è stata lasciata sola. Nessun rappresentante del partito si è mai presentato in città per verificare la situazione, nonostante i numerosi inviti scritti e verbali fatti presagendo il difficile clima che si sarebbe creato, nessun rappresentante della Regione o consiglieri di maggioranza, si è preoccupato di far visita al territorio». Poi, l'ultima pugnalata al territorio, l'ordinanza della Presidenza del Consiglio, «su proposta manco a dirlo del commissario straordinario Guido Bertolaso», che ha disposto la ripresa dei versamenti delle imposte per il territorio d'intesa con la Regione circostanza questa che ha scatenato anche le ire (e il ricorso) del presidente dell'Ordine dei commercialisti Augusto D'Alessandro il quale ha diffuso ieri una pepata nota polemica inviata a tutte le istituzione. La Cna avezzanese, inoltre, che rappresenta artigiani e commercianti per bocca del suo Presidente Pasquale Cavasinni ha dichiarato lo stato di agitazione e sottolineato l'eventualità di uno sciopero. Di fronte a questo quadro, a questa escalation di abbandono e disattenzione «verso il territorio e verso questa maggioranza», i consiglieri azzurri hanno detto basta «con le ovvie conseguenze in ordine all'impegno all'interno del neonato partito».
«Un ricatto. Questo è evidente - ha detto il consigliere del Pd di Sulmona Mimmo Di Benedetto - ma quando ci si sente "orfani" anche questo è legittimo. Però deve spiegare alla città, la maggioranza, sfiduciata da tutti, dai cittadini, dalle organizzazioni sindacali e da uno dei "suoi" parlamentari che ha affermato di come Federico non abbia portato in tempo la documentazione, "dettaglio" che non si è approfondito, cosa intende fare ora e per andare dove. Ancora una volta mancano le risposte».