TERAMO. La coalizione con a capo D'Agostino non accetterà supinamente la sconfitta in Provincia. Nelle ultime quarantott'ore si sono susseguiti alcuni incontri per pareri legali sulle strade da battere. Intanto stamattina sarà presentata un'istanza alla commissione elettorale provinciale per ricontare alcune schede elettorali considerate nulle.
Il presidente uscente e candidato sconfitto Ernino D'Agostino, con alcuni collaboratori, martedì sera ha avuto un incontro a Roma con Vincenzo Cerulli Irelli, docente di diritto amministrativo alla Sapienza per capire se è possibile impugnare il risultato dello scrutinio delle provinciali. «Ci sono parecchi voti contestati, parecchie questioni aperte, ritengo che un ricorso al Tar sia possibile», commenta il docente universitario teramano. Una decisione sulla presentazione del ricorso sarà però presa solo in una fase successiva. Per ora sarà presentata un'istanza alla commissione elettorale. Il centrosinistra ha deciso di rivolgersi all'avvocato teramano Luigi Guerrieri. «In effetti», spiega l'avvocato, «sarà chiesto un nuovo conteggio di voti in cui si sono registrate delle anomalie». Sono tantissime, 5.967 (quasi il 3,5%), le schede considerate nulle durante lo spoglio. Come spiega l'avvocato si tratta, ad esempio, di schede in cui sono state barrate due liste dello stesso schieramento ma è stato chiaramente indicato il candidato presidente. Oppure schede compilate correttamente, ma con un piccolo segnetto di matita. La commissione che si è insediata in Tribunale entro pochi giorni deciderà se avviare un controllo o meno.
A seconda di quanto avverrà nei prossimi giorni, il centrosinistra potrebbe decidere, in seconda battuta, per il ricorso al Tar. In questo caso, oltre a questioni legate allo scrutinio, uno dei pilastri del ricorso sarà la presunta ineleggibilità del candidato dell'Udc Dodo Di Sabatino, che è componente del collegio dei revisori dei conti della Provincia. «Secondo l'articolo 60, comma 1 del Tuel (Testo unico enti locali, ndr)», spiega Guerrieri, «perchè revisore, è ineleggibile e quindi i suoi voti dovrebbero ritenersi nulli. Il Tar Sicilia, nel marzo 2009, in un caso simile ha ritenuto nulli quelli di un soggetto non candidabile».
Intanto il centrodestra si organizza per l'ingresso in Provincia. L'argomento che tiene banco è la composizione della giunta. Degli otto assessorati, cinque sarebbero assegnati al Pdl, uno ai Liberalsocialisti, uno all'Udc e l'altro alla lista "Al centro per Catarra". Per questi ultimi tre i nomi sarebbero, rispettivamente, Nicola Di Marco, Vincenzo Falasca e Giuseppe Di Michele. Il discorso è più complesso per i cinque del Pdl. Al momento pare molto probabile che la vicepresidenza venga assegnata a Raimondo Micheli, così come altrettanto probabile sembra l'assessorato ai lavori pubblici per Elicio Romandini. Un altro assessorato sarà attribuito a Eva Guardiani. Sia Falasca, che Micheli che Guardiani sono espressione del capoluogo. Di Michele è espressione della Val Fino (Castiglione), Di Marco di Roseto, Romandini della Val Vibrata. Altri papabili nel Pdl, anche per un criterio territoriale, potrebbero essere Flaviano Montebello (Giulianova), Mauro Martino (Silvi) o Massimo Vagnoni (Martinsicuro).