Punto primo: «Una scultura del maestro Pietro Cascella al posto del calice di Toyo Ito», dopo che sarà fatta chiarezza sulla proprietà dell'opera d'arte in piazza Salotto - il calice è sponsorizzato da Lafarge e Caripe, banca delle piazze - e sulla possibilità di spostarla (all'ex Aurum?) nel rispetto dell'idea artistica. Cavilli mica da poco: per molto meno la fontana di Summa che D'Alfonso promise di eliminare è ancora al suo posto in piazza San Francesco. Punto secondo: «Riapertura della rampa dell'asse attrezzato verso piazza Italia», dopo una verifica statica a cura dell'Anas «visto che è chiusa da tre anni». Punto terzo: il teatro, purchè la sua realizzazione non si riveli un salasso.
Il neosindaco Luigi Albore Mascia comincia a mettere a fuoco problemi ed esigenze della città: «Per il teatro e la cultura chiederò a Mattoscio, presidente della Fondazione PescarAbruzzo, la stessa disponibilità al mecenatismo mostrata col mio predecessore». Ma il teatro monumentale può attendere, fa capire Mascia, orientato per una struttura più moderna e versatile oltre che meno costosa. Senza dimenticare che ci sono già soldi e progetto per coprire il teatro d'Annunzio. L'idea è quella di un Palaeventi in grado di ospitare concerti d'inverno. Parla anche di recupero del Marrucino, Mascia,«collaborerò con Chieti nell'ottica di una grande area metropolitana» dice lanciando l'amico Umberto Di Primio a sindaco.
Il neosindaco ha idee chiare anche in tema di infrastrutture: stazione marittima, parcheggi di scambio e area di risulta sono in cima alla lista, «sì al parco, no al bosco sull'area di risulta» ha dichiarato. Toccherà a lui, e non si tirerà indietro, inaugurare il Ponte del mare e, «quando avranno tolto le impalcature interne», anche il Circolo Aternino. L'intenzione è di partire subito e di partire forte. «Da lunedì sarò al lavoro in Comune, sperando che la proclamazione degli eletti sia cosa fatta». Intanto Mascia stacca la spina per tre giorni: «Ho bisogno di riposo, la cavalcata elettorale è stata sfiancante, ho perso sei chili. Mi sono sentito con Guerino Testa, anche lui si prende tre giorni prima di mettersi alla scrivania da presidente della Provincia. Dove vado? Posso solo dire che resterò in Abruzzo».
Al rientro da sindaco a Palazzo di città, Albore Mascia intende fare le prime visite istituzionali all'arcivescovo Tommaso Valentinetti e al procuratore capo Nicola Trifuoggi. «Alla procura chiederò collaborazione per ristabilire un clima di serenità nella macchina comunale». Poi incontrerà i partiti per la definizione della giunta «che sarà fortissima, di otto membri, salvo possibilità di ampliarla». Non ci sarà posto per gli "amici" della passata amministrazione, aveva detto Mascia a Il Messaggero. Ieri ha precisato che il suo secco no era riferito ai cavalli di ritorno, non a quelli a dondolo: tradotto, il plurivotato dell'Udc ma ex Pd Enzo Dogali non ci pensi proprio, come pure sarebbe imbarazzante eleggere alla presidenza del consiglio un Licio Di Biase sott'inchiesta. «Ma non ho mai affermato di non volere Gianni Teodoro in giunta» ha ribadito Mascia riguardo all'ex vice-D'Alfonso. Una via di fuga è già tracciata: Pignoli assessore al Comune (è quello che nella Lista Teodoro ha preso più voti) e Gianni assessore in Provincia, dov'è pure stato eletto con un risultato brillante. Vice sindaco sarà Berardino Fiorilli, amico fedele ed esperto che con Pescara Futura s'è piazzato alle spalle di Gianni Santilli, bravo ma pur sempre un esordiente: avrà forse la presidenza di commissione.