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Pescara, 26/04/2026
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Data: 12/06/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Il sindaco di Pescara: abbasserò le tasse. Luigi Albore Mascia parla dei suoi progetti e dei rapporti con imprenditori e procura

Sul sito internet del «Centro» la videointervista integrale
«Tra le priorità la riapertura della rampa dell'Asse attrezzato e una Notte bianca per L'Aquila»

PESCARA. Promette di abbattere le tasse e di regalare ai pescaresi il "Festival Dannunziano", per farne un evento internazionale. Riaprirà subito la rampa dell'Asse attrezzato e rassicura sul Ponte del Mare: «I lavori non si fermeranno e sarò io a tagliare il nastro». Conferma la vocazione a verde delle Aree di risulta della stazione, «ma niente bosco». Chiama a raccolta i sindaci dei comuni vicini, da Chieti a Montesilvano, a Francavilla per aprire una riflessione su servizi e infrastrutture in un'ottica metropolitana. Conferma la volontà di ridurre il numero degli assessori.
Sono solo alcuni degli impegni sottolineati ieri dal neo sindaco Luigi Albore Mascia, durante il videoforum organizzato dal Centro e andato in onda in diretta, per la prima volta, sul sito internet del nostro quotidiano. Mascia ha risposto alle domande del direttore Luigi Vicinanza, del caporedattore Roberto Marino, dei capiservizio Piero Anchino e Marco Camplone, ma anche a quelle provenienti in diretta dai lettori attraverso il sito.
Si è chiesto qual è il motivo di questo successo: il vento di destra, il lavoro di Berlusconi, o il ruolo avuto da lei in questi anni all'opposizione?
«Direi tutte e tre le cose. Il risultato della Regione ha avuto indubbiamente il suo peso».
Ha sentito Luciano D'Alfonso?
«No, ho avuto solo un contatto con lui durante la campagna elettorale, per altro spiacevole. Avevo sentito parlare di una campagna sgradevole nei miei confronti, con offese sul piano personale. Gli ho espresso il mio risentimento con un sms».
Berlusconi l'ha chiamata?
«No, ma da 72 ore ho centinaia di chiamate sul mio telefonino alle quali, purtroppo, non riesco a rispondere».
Chiodi invece l'ha sentito?
«Non solo l'ho sentito, ma è stato sempre presente alla mia campagna elettorale, anche nel giorno dei festeggiamenti».
Lei ha detto che ridurrà da 12 a 8 il numero degli assessori, lo farà?
«L'ipotesi di partenza è questa, ma è una valutazione che va fatta con i partiti. La semplificazione l'hanno già fatta gli elettori, perché hanno scelto i candidati di quattro liste. Verificheremo anche le disponibilità di cassa».
Ha già in testa il nome del vice sindaco?
«Ho un'offerta ampia di persone elette che hanno tutti i titoli per ricoprire quel ruolo, come Cerolini, Antonelli, Fiorilli, Sospiri».
Con il risultato della Regione, della Provincia e del Comune c'è ora un'unica regia per il centrodestra, non ci sono più alibi per sbagliare. Quale sarà il suo primo atto dopo l'insediamento?
«Abbiamo pensato ai nostri amici aquilani organizzando la "Notte bianca" di solidarietà per i terremotati. L'altra cosa che faremo subito è la riapertura della rampa dell'Asse attrezzato, dopo le verifiche con l'Anas».
Il dottor Antonino Leone, medico Asl, chiede cosa farà per l'Osservatorio sugli incidenti stradali: pedoni e i ciclisti sono le prime vittime del traffico».
«Anch'io vado in bici. Vorrei realizzare tre grandi parcheggi, così lavoreremo anche sull'Osservatorio».
Aree di risulta: da lì sono nati i prirmi problemi giudiziari per D'Alfonso.
«È la grande scommessa sulla quale si gioca il futuro della città. L'idea è di mantenere il vincolo a verde sull' 80% della superficie, ma non il bosco di D'Alfonso. Serve un parcheggio da 2.500 posti e 500 possono essere venduti ai residenti».
E il teatro?
«Un teatro monumentale, che sia anche un importante simbolo architettonico, va pensato in un'ottica metropolitana. Fra un anno si vincerà anche a Chieti e il sindaco sarà il mio amico Umberto Di Primio, potete scriverlo perché ne sono certo. Anche assieme a Montesilvano occorre creare un'area di 400 mila abitanti che ragioni in un'unica ottica in termini di servizi e infrastrutture. Questo, mantenendo in vita e potenziando il Marrucino. I soldi? Spero che la Fondazione Pescarabruzzo, presieduta da Nicola Mattoscio, abbia per noi la stessa attenzione che ha avuto con il centrosinistra».
C'è chi avanza l'idea di un unico municipio Pescara-Montesilvano.
«È un'ipotesi bellissima, ma quello che mi auguro è un grande dialogo con i comuni vicini, anche con Francavilla».
Cosa ne sarà della fontana di Toyo Ito?
«Prima di tutto occorrerà approfondire la questione dal punto di vista giuridico e giudiziario. Oggi non è un bello spettacolo. Così come non mi piace piazza Salotto. Serve qualche magnolia, nuove panchine, una fontana, che poi sono le cose che chiedono i pescaresi».
Un lettore, Enrico Goussot, chiede se distruggerà quello che ha fatto D'Alfonso, a cominciare dal Ponte del Mare.
«Il Ponte, che è stato solo presentato e non inaugurato, sarà completato, ma sarò io a tagliare il nastro. Il Ponte è comunque un simbolo, anche se non ha una funzione vera e propria e non è un buon esempio di come si amministrano soldi per opere pubbliche. Ma non tutto quello che è stato fatto è da buttare. Sulla riviera Sud, ad esempio, è stato compiuto un lavoro importante, anche se da finire con gli altri due lotti».
E i lavori sulla riviera Nord?
«Lì bisogna riflettere, perché quei lavori così come sono penalizzano i balneatori. C'è stata molta improvvisazione, non aveva chiaro, il centrosinistra, cosa volesse fare, non c'è stata concertazione».
Antonello Mancini, assessore di Serramonacesca, chiede se riconosce i meriti di D'Alfonso per Pescara città europea.
«Non penso che Pescara sia una città europea. Lo dovrà diventare. Oggi è isolata. I viaggi a Roma di un sindaco non devono servire per andare alla sede del Pd, ma nei ministeri».

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