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Data: 12/06/2009
Testata giornalistica: La Repubblica
Atm, Mohamed non molla «Voglio solo lavorare». Tra una settimana la decisione del giudice

DICE di voler «solo lavorare, per questo chiedo più integrazione». Che se potesse, «farei l'elettricista all'Atm». Se, insomma, a impedirglielo non ci fosse il Regio Decreto 148 del 1931, la norma contro cui ha fatto ricorso con gli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri: «Una norma non razzista, ma di certo superata e che non aiuta l'integrazione». Anzi, «uno straniero deve poter fare il controllore. Pensate che rispetto si guadagnerebbe dagli italiani». Fa paragoni semplici, di sostanza: «L'acqua è un diritto di tutti. Se uno ha sete, ha il diritto di bere. Qui è la stessa cosa per me». Mohamed Hailoua, 18 anni, attualmente scaricatore di casse all'Ortomercato, entra di primo pomeriggio al Tribunale del lavoro. Spiega, poi ascolta i suoi legali - che chiedono l'abolizione del requisito di cittadinanza Ue per partecipare ai bandi dell'azienda - e la memoria difensiva dei difensori di Atm. Anche quel passaggio in cui si dice che «il pubblico trasporto è particolarmente esposto a rischi di attentati», e visto che «cinque terroristi magrebini avrebbero organizzato un attentato nella metropolitana milanese prima delle elezioni del 2006», in sostanza è meglio sceglierselo italiano, il personale. La decisione del giudice Maria Gabriella Mennuni arriverà tra non meno di una settimana. Non si arrestano, nel frattempo, le prese di posizione contro Atm: «Gli stranieri e gli immigrati - sostengono il segretario della Camera del lavoro, Onorio Rosati, e il segretario Filt-Cgil Milano, Rocco Ungaro - guidano aerei, lavorano in spazi doganali, guidano camion e furgoni. Sottopagati e in nero. Se si fermassero resteremmo tutti a piedi. Invece a Milano un giorno si vuole farli segregare in carrozze riservate, un altro si nega l'accesso al lavoro. Un bellissimo biglietto da visita per l'Expo». Attacca anche Marco Cipriano (Sd), vicepresidente del consiglio regionale: «O Atm è interessata a far circolare i mezzi pubblici, e allora è suo interesse che cambi la legge, oppure difende una inaccettabile discriminazione». Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore provinciale ai trasporti Paolo Matteucci: «Addurre come motivazione il fatto che alcuni magrebini siano sotto processo per terrorismo ha dell'incredibile; allora con gli stessi pregiudizi si potrebbe vietare l'assunzione di inglesi e tedeschi, noti bevitori di birra». Pierfrancesco Maran (Pd), chiede al presidente Atm Elio Catania di chiarire a Palazzo Marino: «È incoerente: fino a non molto tempo fa chiedeva l'abrogazione del Regio decreto, ora ci dica dove troverà personale per la manutenzione». Controcorrente il segretario lombardo Uil, Walter Galbusera: «Non è il Regio decreto il problema. Si vogliono far assumere immigrati per abbassare il livello salariale: è inaccettabile». Le tappe La difesa Atm presenta una memoria difensiva, redatta dai legali Alberto Rho e Claudia Muro. Viene sottolineata la natura delicata del trasporto pubblico, esposto a rischi di attentati, e si ricordano gli arresti di cinque teroristi maghrebini nel 2006. Meglio assumere italiani, dunque Il ricorso Mohamed Hailoua, 18 anni, a Milano con la famiglia dal 2004, fa ricorso contro Atm al Tribunale del lavoro con gli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri. Secondo loro il requisito della cittadinanza, superato dal Testo unico sull'immigrazione del 1998, va rimosso perché discriminatorio Il bando Atm Il 6 marzo l'azienda dei trasporti pubblica un bando sul suo sito, offrendo posti di lavoro come operaio per la manutenzione di impianti e quadri elettrici. Oltre ad avere i titoli di studio, i partecipanti devono essere cittadini dell'Unione europea, come stabilito da un regio Decreto del 1931 Foto: Tranvieri in Atm, l'azienda non assume cittadini stranieri

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