Nel paese del Teramano fotografato l'interno della cabina elettorale «E' stata violata la segretezza»
TERAMO. Persa la prima battaglia, ora si va allo scontro finale. Ieri la commissione elettorale provinciale ha proceduto alla proclamazione degli eletti in Provincia. E quindi non ha accolto l'istanza presentata dal presidente sconfitto Ernino D'Agostino che, assisitito dall'avvocato teramano Luigi Guerrieri, aveva chiesto un nuovo conteggio delle schede ritenute nulle durante lo scrutinio. L'organismo, costituito in Tribunale, ha rigettato l'istanza per incompetenza. Adesso dunque si apre una nuova strada, quella del Tar. Saranno diversi i ricorsi presentati, e uno di questi si basa su quanto accaduto in una sezione di Cermignano.
Su quanto accaduto nel seggio c'è una denuncia presentata da un elettore. Infatti la cabina elettorale nella scuola di Cermignano era stata allestita in modo che all'interno ci fosse anche una finestra. E l'elettore è uscito dal seggio e dall'esterno ha fatto una foto all'interno della cabina che dimostrava come veniva costantemente violato uno dei presupposti basilari in un seggio, cioè la segretezza del voto. L'elettore, con le sue fotografie che ritraevano l'interno della cabina elettorale, ha così chiamato la Digos, che è arrivata sul posto e ha fatto un rapporto su quanto accaduto.
Solo questo elemento, se si dovesse tornare a votare a Cermignano (sia per le provinciali che per le comunali in cui ha corso una sola lista, capeggiata da Santino Di Valerio) potrebbe cambiare la situazione della coalizione con a capo D'Agostino, che non ha potuto accedere al ballottaggio per 29 voti. Forse.
In realtà lo stesso candidato sconfitto racconta che da ieri la situazione si è livemente modificata. «La commissione elettorale si è limitata a reinserire i dati dei verbali di seggio», afferma D'Agostino, «anche se si è determinato un dato diverso da quello che avevamo ottenuto dalla prefettura: ci sono 268 schede in meno per Valter Catarra (il suo sfidante, nuovo presidente della Provincia, ndr) e 241 in meno per me. Ma il mio avversario è sempre sopra il 50% dei voti».
Per questo l'unica strada è il ricorso al Tar, anzi i ricorsi. «Le questioni sono sostanziali, presenteremo più ricorsi», conferma laconicamente D'Agostino che questa mattina alle 11,30 nella sua ex sede elettorale terrà una conferenza stampa per spiegare i dettagli dell'operazione.
La coalizione del centrosinistra sarà assistita nella battaglia a colpi di carta bollata dallo stesso avvocato Guerrieri e da Vincenzo Cerulli Irelli, docente di diritto amministrativo alla Sapienza di Roma. Sono diversi gli argomenti su cui si impernieranno i ricorsi al Tar. Uno riguarda la violazione della segretezza del voto a Cermignano. L'altro riguarda la presunta ineleggibilità di Dodo Di Sabatino, candidato dell'Udc alle provinciali nel seggio Teramo 1.
Di Sabatino è anche componente del collegio dei revisori dei conti della Provincia e, spiegano i legali della coalizione «secondo l'articolo 60, comma 1 del Tuel (Testo unico degli enti locali, ndr) proprio perchè revisore, è ineleggibile e quindi i suoi voti dovrebbero ritenersi nulli. Il Tar Sicilia, nel marzo 2009, in un caso simile ha ritenuto nulli quelli di un soggetto non candidabile». In questo caso, visto che Di Sabatino ha ottenuto 303 voti per la coalizione di Catarra, questi dovrebbero essere annullati e quindi D'Agostino avrebbe il ballottaggio garantito.
Un terzo filone per un ricorso al Tar potrebbe essere quello su cui è stata costruita l'istanza rigettata dalla commissione elettorale. Sono tante, 5.957 (il 3,17%), le schede considerate nulle durante lo spoglio. Ad esempio, sono schede in cui sono state barrate due liste dello stesso schieramento ma è stato chiaramente indicato con una croce il candidato presidente. Oppure schede compilate correttamente, ma con un piccolo segnetto di matita ritenuto segno di riconoscimento.