SANTA MARGHERITA LIGURE "Dopo!". Tema emblematico e più che mai attuale del tradizionale convegno dei boys di Confindustria in riva al golfo del Tigullio. Già, come affrontare il "dopo" crisi? Non c'è identità di previsioni sui tempi per l'uscita dal tunnel. Se il presidente dei giovani, Federica Guidi, vede una «luce fioca», il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, teme che «serviranno cinque o sei anni». Secondo Pier Luigi Bersani «l'anno prossimo saremo gli unici ad avere meno investimenti dell'anno precedente in una situazione di difficoltà economica». Però tutti sono concordi sul fatto che la ripresa debba passare necessariamente per una rapida e massiccia dose di riforme: della pubblica amministrazione, del Welfare, del sistema fiscale e previdenziale. E, priorità assoluta, il potenziamento delle infrastrutture.
Federica Guidi, nella sua relazione, sintetizza il pacchetto di proposte per il governo: Tremonti-ter per un periodo di tre anni, credito di imposta per l'innovazione, sostituzione dell'Irap, congelamento degli ammortamenti, accelerazione dei pagamenti dovuti alle imprese, semplificazione delle norme urbanistiche, liberalizzazione dei servizi pubblici, ritorno alla direttiva Bolkestein. Quello che non si può fare perchè sarebbe paralizzante e restare fermi. «La crisi ci spaventa - sottolinea la Guidi - ma non ci immobilizza. Certo la politica non può restare inerte. Servono - aggiunge - stanziamenti tempestivi per le infrastrutture, le promesse non bastano anche se, prima ancora delle esiguità delle risorse, è un sistema autorizzativo complesso e rugginoso a frenare lo sviluppo delle opere». Il ministro, Matteoli, sale sul palco subito dopo e replica in diretta: «Il problema della burocrazia c'è, ma abbiamo varato norme per snellire le procedure». Poi snocciola i numeri: «Il Cipe ha dato l'ok a opere per un valore di 17,8 miliardi lo scorso marzo. Alcune di queste sono già partite, altre partiranno nelle prossime settimane ed entro l'anno partirà almeno l'80% del totale. Opere che contribuiranno all'incremento del Pil dello 0,7%».
E' chiaro però che servono più risorse, quelle che Confindustria chiede soprattutto alle banche. Precisa però, il presidente dei giovani, che non si deve cadere «nel falso schema di chi immagina una guerra di classe tra banchieri e imprenditori. Una banca è un'impresa e anche chi lamenta gli effetti del "credit crunch" è consapevole che i bilanci impongono scelte dolorose. Servono nuove regole dove e quando sono necessarie, ma le regole sbagliate devono essere abolite». E' una riforma anche questa. Come una riforma - auspicata dagli imprenditori e non solo - è quella della previdenza. Il presidente del Senato, Renato Schifani, è d'accordo: «L'innalzamento dell'età pensionabile in relazione all'allungamento dell'età della vita appare improcrastinabile per creare un giusto rapporto tra pensioni e costo della vita». Ma con una pregiudiziale: «Questo si potrà fare solo con l'accordo delle parti».