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Data: 13/06/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - «Pronti a bloccare l'aeroporto» Si mobilita il fronte anti-decreto. Scelli invita Berlusconi a rispettare gli impegni. Pezzopane si appella a Napolitano

L'AQUILA - La tensione è palpabile, ogni giorno di più. Il decreto, così com'è, non soddisfa nessuno, e in vista del decisivo passaggio alla Camera di martedì prossimo, gli aquilani alzano la voce, ben consci della "criticità" e dell'importanza dello snodo. Lo fanno i comitati, che per quel giorno porteranno la protesta a piazza Montecitorio, con tanto di tendopoli montata sotto la Camera. Lo fanno i sindaci, che lunedì alle 16 "presidieranno" il luogo simbolo del G8, l'aeroporto di Preturo. Lo farà il Pd, che minaccia di occupare pacificamente lo scalo aereo e marciare fino alla caserma della Finanza se l'aula non apporterà i cambiamenti agognati. Lo fa Stefania Pezzopane, invocando l'appoggio del Presidente della Repubblica. Per la verità qualche segnale di speranza c'è, nonostante la bocciatura degli emendamenti in Commissione Ambiente. Il retroscena lo ha svelato Maurizio Scelli, deputato Pdl,che, durante il voto alla Camera sulle intercettazioni, ha consegnato a Silvio Berlusconi una rassegna stampa della conferenza in cui il premier annunciò la ricostruzione integrale delle seconde case nei centri storici. «Ho detto al premier -racconta Scelli- che in Abruzzo ha vinto le elezioni perché ha messo la faccia nella vicenda terremoto. Mi ha risposto di aver pronunciato quelle frasi perché Tremonti lo aveva autorizzato. Sono convintissimo che lunedì farà di tutto per convincere Tremonti a trovare la copertura economica. Vedrete che si farà». Si fa strada, dunque, un moderato ottimismo, ma senza abbassare la guardia: è per questo che lunedì, su invito del sindaco Massimo Cialente, la Commissione Ambiente della Camera visiterà la città. «Vedranno -ha detto Lolli- che non chiediamo di ricostruire le seconde case per aiutare i ricchi, ma per ridare vita ai centri storici». Il deputato Pd ha anche lanciato una proposta, sotto forma di emendamento: due punti in più di Irpef per i redditi superiori a 120mila euro e un leggero aumento sulle accise dei carburanti. Un provvedimento che garantirebbe i tre miliardi di euro necessari al centro storico. Lolli, durante la conferenza provinciale sulla ricostruzione con i sindaci, ieri, ha insistito sui punti da modificare. Il "no" al ricorso alle ordinanze («Diritti e principi si scrivono sulle leggi»), risarcimento per tutti i danni causati dal terremoto anche fuori cratere, fondi per la zona franca («45 milioni fanno ridere»), espropri pagati come terreni edificabili e non agricoli, agevolazioni per gli affittuari, sospensione dei tagli nel mondo della scuola, risorse per i vigili del Fuoco.
Scelli ha garantito che i soldi ci sono, facendo riferimento al fondo per lo sviluppo economico (7,5 miliardi), e ha annunciato che presto il ministro Claudio Scajola arriverà in città con un piano di rilancio dell'economia. Anche il Pd comunale è sul piede di guerra. «Se ci accorgeremo che non verranno apportate modifiche -dice il consigliere Vincenzo Rivera- occuperemo l'aeroporto. Dimostreremo che, se vogliamo, Obama non atterrerà all'Aquila. Con questo decreto le seconde case non sono pagate. Sui beni monumentali non c'è nulla. Chi ha l'immobile vincolato non ha diritto alla totale ricostruzione». Il Pd ha presentato il nuovo vicesegretario comunale, Francesco Iritale. Intanto prosegue la protesta dei lavoratori di Abruzzo Engineering, così come il digiuno del deputato Udc Pierluigi Mantini.
Grande fermento tra i comitati, che hanno deciso di riunirsi in un'unica conferenza. Un segnale di grande compattezza in vista della manifestazione di martedì. «Tutti potranno aderire -hanno detto Mattia Lolli, Luca De Antonis e Marco Valeri- ma senza bandiere o strumentalizzazioni politiche. Questa sarà la manifestazione della gente riunita sotto la bandiera dell'Aquila». La conferenza dei comitati sta preparando pullman che partiranno dal terminal di Collemaggio (alle 9,30 di martedì) e dalla costa. L'obiettivo futuro è una grande manifestazione all'Aquila. Prima, il 20 giugno, forse si potrà entrare simbolicamente a piazza Duomo.


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