Per tutti quelli che lo Huge Wine Glass non l'hanno mai voluto, non hanno mai capito che senso avesse spendere tanti soldi per una fontana e che hanno visto nella sua tragica fine una punizione divina. Il neo-sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, non perde tempo e si fa subito interprete di quella parte di città che quell'opera non l'ha mai digerita, promettendo che verrà presto delocalizzata e che a prendere il suo posto sarà una scultura del Maestro Pietro Cascella. Cavallo di battaglia della sua campagna elettorale, Mascia, che dopo il crollo definì il Wine Glass "il castello di cartapesta di D'Alfonso", il 17 maggio scorso propose ai cittadini un sondaggio sul calice. 311 votanti su 346 dichiararono che andava rimossa. Ma cosa ne pensano i mecenati che hanno stanziato il milione e 100mila euro per costruirla? «Non abbiamo vincoli né preconcetti sul fatto che venga spostata, lui è il sindaco e può decidere come crede - afferma Dario Mancini, direttore generale della Caripe, che insieme a Lafarge finanziarono l'opera -. Sono sicuro che Mascia ci contatterà prima di prendere decisioni. Penso comunque che l'Ex Aurum potrebbe essere il posto adeguato, altrettanto dignitoso». Dopo la sua breve vita, solo 64 giorni, e un mare di polemiche che l'hanno accompagnato, l'ultimo feticcio dalfonsiano, e anche il più contestabile, se ne andrà dunque così, senza scossoni né particolare clamore. Sempre se non saranno cavilli legati alla individuazione delle responsabilità della rottura a a fermare questa delocalizzazione.
Per quanto riguarda invece il teatro monumentale dell'area di risulta, Mascia passa la palla alla fondazione PescarAbruzzo, dichiarando che, anche se la struttura non è fra le sue priorità, chiederà al presidente, Nicola Mattoscio, di confermare la disponibilità a finanziare il progetto. «Appena ci incontreremo faremo il punto - spiega Mattoscio, raggiunto telefonicamente fuori Pescara -. Dal 2004 avevamo proposto la costruzione di un teatro degno di un'area metropolitana come la nostra, un'idea unilaterale e anche all'epoca non fu vista di buon occhio da tutti, dato che molti avrebbero preferito un palacongressi. In merito, comunque, non ci sono progetti in cantiere con la passata amministrazione ma solo della corrispondenza. Se ne discuterà insieme e decideremo».