Provincia. La differenza a favore del Pdl scende a 28 voti, il candidato del Pd non si arrende anche se il tribunale ha decretato la vittoria
Nel mirino anche l'ineleggibilità di Di Sabatino (Udc)
TERAMO. L'ultima sfida per la presidenza della Provincia è condensata in cinque punti. Sono i motivi dei ricorsi che l'ex presidente Ernino D'Agostino, tramite i suoi legali, presenterà al Tar contro il risultato delle elezioni che hanno premiato Valter Catarra. Il candidato sconfitto per appena 28 voti, lo scarto è stato limato di una preferenza a conteggi finiti, non molla.
Si affida alle carte bollate dopo il pronunciamento dell'ufficio elettorale del Tribunale che, dichiarandosi incompetente a valutare le eccezioni mosse dal centrosinistra, ha proclamato la vittoria del suo avversario di centrodestra. Gli effetti dei ricorsi, curati dagli avvocati Vincenzo Cerulli Irelli e Luigi Guerrieri, potrebbero andare dal ribaltamento del risultato, con il successo a D'Agostino, al ballottaggio, fino all'azzeramento delle elezioni. «Non stiamo facendo melina», esordisce D'Agostino, «l'amministrazione può operare, ma ci sono gravi irregolarità: mi auguro che il giudizio sia accelerato».
I presunti vizi indicati dall'ex presidente sono di natura diversa.
IL DOCUMENTO. La violazione delle misure per garantire la segretezza del voto a Cermignano, una delle irregolarità indicate, è stata segnalata a urne ancora aperte da un rappresentante di lista del Pdl. L'incaricato del partito, in una nota con timbro e firma, sottolinea che in corrispondenza del seggio c'era una finestra con una tenda aperta davanti alla quale passavano di continuo i candidati al consiglio comunale del paese per i quali si è votato negli stessi due giorni delle provinciali.
Il documento proverebbe la sussistenza del vizio sollevato dal centrosinistra e comporterebbe la ripetizione delle operazioni di voto, aprendo la strada al ballottaggio.
IL VERBALE. Lo stesso esito produrrebbe l'annullamento dei voti attribuiti ad Alfonso Di Sabatino, candidato dell'Udc nel collegio di Teramo 1, che risulterebbe ineleggibile per il suo ruolo di revisore dei conti in Provincia.
Anche in questo caso ci sarebbe un elemento concreto a sostegno della tesi che sarà illustrata nei ricorsi. «L'ineleggibilità di Di Sabatino», rivela l'ex presidente, «è stata messa a verbale dall'ufficio elettorale del Tribunale». Si tratterebbe di una prima certificazione del fatto che Di Sabatino non poteva partecipare alla competizione e contribuire, anche se da non eletto, alla vittoria di Catarra che dunque verrebbe rimessa in discussione.
LA DENUNCIA. A viziare le elezioni sarebbero state anche irregolarità nella raccolta delle firme a Bisenti per la lista dell'Mpa, schierata con il centrodestra. Il problema è evidenziato in una denuncia firmata dal sindaco del paese. «Se senza quelle firme l'Mpa non raggiungesse il numero minimo per presentarsi alle elezioni», spiega l'ex presidente, «la lista andrebbe esclusa e i suoi voti annullati». La conseguenza sarebbe che D'Agostino si ritroverebbe in tasca la vittoria senza neppure dover aspettare il ballottaggio.
LE SCHEDE NULLE. I ricorsi del centrosinistra, però, punteranno su un motivo principale. Le 5.957 schede nulle sono un'enormità, soprattutto se paragonate ai soli 28 voti che hanno permesso a Catarra di superare il quorum. «Ci sono state anomalie e difformità», osserva D'Agostino, «nell'attribuzione delle preferenze». Schede che contenevano lo stesso tipo di errore sono state considerate valide per Catarra in alcuni seggi, mentre in altri sono state annullate a D'Agostino.
INFORMAZIONI ERRATE. Sul risultato elettorale pesa anche quello che l'ex presidente definisce «inquinamento comunicativo».
D'Agostino fa riferimento a un'intervista al subcommissario comunale Eugenio Matronola trasmessa sabato e domenica da Teleponte. Il funzionario ha richiamato la possibilità di esprimere il voto disgiunto nelle provinciali, opzione che in realtà non è ammessa dalla legge e comporta l'annullamento della scheda. «Non metto in dubbio la buona fede dell'emittente né di Matronola», chiarisce D'Agostino, «ma più di un elettore si è espresso secondo quell'indicazione». Il risultato finale sarebbe falsato.
LA POLEMICA. Ricorsi a parte, l'ex presidente ingaggia subito lo scontro politico con il senatore Paolo Tancredi, contestando le sue dichiarazioni a caldo. «Non ha brillato per eleganza», afferma, «non gli hanno insegnato educazione e rispetto dell'avversario». Nel mirino finiscono anche i primi annunci di Catarra. «Se, come ha detto, non stabilizza i precari, bloccherà servizi essenziali», conclude, «si è impegnato ad assumere cantonieri ma ha già fatto sapere che avrà un suo staff di consulenti, probabilmente per accontentare chi resterà fuori dalla giunta».