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Data: 15/06/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - Il decreto domani alla Camera: sindaci in piazza per cambiarlo. Mobilitazione popolare a Preturo prima della marcia su Montecitorio

L'AQUILA - Il decreto Abruzzo approda domani alla Camera, ma la bocciatura di tutti gli emendamenti ha riscaldato gli animi degli aquilani che nel futuro vedono sempre meno certezze. Oggi una delegazione di parlamentari della Commissione Ambiente della Camera visiterà il centro storico aquilano e si renderà conto dei danni al cuore del capoluogo. Di fatto è l'ultimo giorno utile per cambiare le indicazione del decreto e si spera che la visita sul posto faccia cambiare idea a qualcuno. Intanto la Provincia e i sindaci dell'intero territorio hanno organizzato due presidi istituzionali. Oggi alle 16 all'aeroporto di Preturo, scelto come luogo simbolo del G8, e l'altro dopodomani a Roma, davanti a Montecitorio.
«Saranno due momenti pacifici ma fermi - si legge in una nota della Provincia - per far sentire la voce e le ragioni del territorio sul decreto numero 39 che non soddisfa in molte sue parti sostanziali. La mobilitazione si è resa necessaria a seguito della sordità del Governo alle necessità delle popolazioni che subiscono sempre più i danni del terremoto senza vedere certezze per il futuro». Le iniziative sono state decise e approvate all'unanimità nel corso dell'incontro di venerdì scorso, che era stato convocato dalla presidente Stefania Pezzopane, per riferire sulla totale bocciatura degli emendamenti al decreto. Dopo la battaglia vinta per l'ottenimento del rimborso al 100% per la ricostruzione della prima casa e il riconoscimento del danno lieve alle abitazioni rimborsato fino a 10 mila euro, la battaglia sostenuta da numerosi parlamentari, associazioni, ordini e categorie punta al rimborso per i danni alle attività produttive nei comuni fuori del cratere, alle seconde case, agli affitti, all'occupazione e all'attività scolastica.
Ricostruire L'Aquila al 100% coinvolgendo i suoi cittadini nelle decisioni relative al presente e al futuro della città. Sono queste le richieste chiave che i comitati costituiti dai terremotati aquilani, riuniti ieri a Roseto, intendono portare a Roma. Una voce che, soprattutto dopo la mancata modifica del decreto Abruzzo, gronda delusione, per le tante promesse non mantenute, per i fondi che mancano, per un Piano Case adottato senza ascoltare chi dovrà beneficiarne e che stravolgerà la città, per una ricostruzione che appare sempre più lontana e imposta dall'alto. «Dobbiamo superare le attuali divisioni geografiche e reclamare un ruolo da protagonisti nelle scelte - hanno rimarcato i portavoce dei vari comitati -. Vogliono indebolirci spingendoci all'individualismo, mentre dobbiamo avere la forza di privilegiare misure collettive che ci riportino nella nostra città tutti insieme». Nella capitale, i gruppi aquilani chiederanno in primo luogo il rimborso totale per la ricostruzione di tutte le abitazioni, comprese le seconde case nei centri storici, ma anche dignitosi alloggi temporanei entro settembre, così da "salvare" dalla insostenibile situazione delle tendopoli tutti coloro che non potranno rientrare subito nelle loro abitazioni.



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