Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/05/2026
Visitatore n. 753.988



Data: 05/04/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
«Coglioni». Berlusconi va all'attacco, poi frena. Insulti a «chi vota contro il proprio interesse». Fini lo difende. Casini: caduta di stile

«Coglioni». Berlusconi va all'attacco, poi frena

Insulti a «chi vota contro il proprio interesse». Fini lo difende. Casini: caduta di stile

ROMA - Aveva annunciato che si sarebbe attenuto al lungo testo scritto «questa notte e un po' questa mattina», perché «mi è venuto bene». Ma qualche digressione a braccio è stata inevitabile. Del resto, dirà più tardi Silvio Berlusconi, «ero davanti a una platea amica», quella della Confcommercio, che ieri lo ha invitato nella propria sede, dove aveva già ospitato il segretario dei Ds, Piero Fassino, la settimana scorsa. Ma, digressione dopo digressione, il presidente del Consiglio è arrivato a insultare chi vota per il centrosinistra: «Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro il proprio interesse». Più tardi, davanti alle proteste del centrosinistra, Berlusconi ha accusato l'opposizione di «manipolare una mia frase per montarci sopra un caso». E ha sostenuto che nelle sue parole «vi era ironia» mentre agli stessi commercianti aveva spiegato di aver usato «una espressione rozza ma efficace». Il suo portavoce, il sottosegretario Paolo Bonaiuti, ha diffuso un comunicato per ricordare che in un articolo sul quotidiano dei Ds l'Unità del 29 marzo si affermava: «Un recente sondaggio dimostra che il resto del mondo ha di noi una opinione univoca: gli italiani risultano totalmente coglioni per essersi tenuti il premier tutti questi anni». Ma la direzione dell' Unità ha replicato: «Appare penoso che Bonaiuti si appigli a una frase contenuta in una rubrica satirica sui Tg per giustificare l'insulto».
In serata il presidente del Consiglio è tornato sul caso al termine di un forum al quotidiano Il Messaggero e questa volta sì con ironia ha detto: «Chi dovesse votare per la sinistra fa qualcosa che va contro se stesso. Come lo chiamiamo se non masochista? Ecco diciamo masochista», ha concluso con un ampio sorriso. Masochista perché, secondo Berlusconi, così sceglierebbe «il partito delle tasse». E ai giornalisti che gli chiedevano se l'insulto agli elettori del centrosinistra potesse far perdere voti alla Casa delle Libertà ha opposto un liquidatorio: «Ma andiamo, nemmeno per sogno». Con il Cavaliere anche il leader di An, Gianfranco Fini: «Ha usato un'espressione gergale utilizzata da otto italiani su dieci. È come dire fesso». Perplesso, invece, il capo dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che ha parlato di «caduta di stile», aggiungendo però che anche Prodi, non era stato da meno bollando come «delinquenza politica» le critiche del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. «Questa gente - aveva detto Berlusconi in Confcommercio parlando della sinistra - mi fa paura. E non sono un visionario. In Parlamento non mi salutano, voltano la faccia dall'altra parte. Chi ha successo, per loro, ha rubato. E lo puniscono con le tasse e la magistratura». Molti applausi. «E anche dalle prime due file, cosa che non mi capita mai in Confindustria», ha osservato il Cavaliere.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it