Minoranza critica ma sullo sfondo c'è il prossimo arrivo di uomini Pdl al vertice della società di trasporto
LANCIANO. Manca l'accordo con Sangritana ma il Comune non indietreggia sul progetto di riqualificazione dell'ex stazione. Nell'ultimo consiglio la maggioranza di centrodestra ha respinto l'osservazione dall'azienda di trasporto - ancora in quota centrosinistra -, per stralciare piazzale e binari dal programma integrato (l'ex società di trasformazione urbana). Respinti anche i dubbi della Provincia sull'area fiera dell'Iconicella. Nessuna scelta sulla chiusura di via Del Torrione, avversata dai residenti.
Area Sangritana. Il programma integrato - che riguarda anche la Pietrosa e l'attuale Fiera - prevede al posto dei vecchi binari e del piazzale dei bus la realizzazione di parcheggi, viabilità e volumetrie a destinazione abitativa e commerciale, una maxi-operazione stimata in circa 8 milioni di euro. Nell'osservazione al programma integrato la Sangritana sosteneva che «le aree interessate dal progetto, di proprietà del demanio dello Stato e in corso di trasferimento al demanio regionale, sono ancora necessarie all'esercizio ferroviario», chiedendo il loro stralcio dal programma integrato.
Nella controdeduzione, elaborata dal progettista del Prg, Giovanni Crocioni, l'osservazione risulta «parzialmente accolta»: in realtà il Comune, pur proponendo la convocazione di una conferenza di servizi per superare il problema della proprietà e dell'utilizzo delle aree, ha di fatto bocciato la richiesta della Sangritana, ribadendo la validità del suo progetto. «Le risorse derivanti dall'urbanizzazione dei sedimi ferroviari», si legge nella risposta, «potranno essere utilizzate per alimentare politiche infrastrutturali e di sostegno al trasporto pubblico di cui la stessa Ferrovia beneficerà».
L'opposizione. Il centrosinistra critica la decisione perché, di fatto, la considera legata non a scelte urbanistiche ma solo a logiche politiche di parte. «L'escamotage trovato è che il programma di riqualificazione "non è cogente", ma la sostanza non cambia», sostiene il consigliere Pd Pasquale Sasso, «in realtà la maggioranza aspetta solo il cambio dei vertici alla Sangritana». In virtù dello spoil system, infatti, la dirigenza dell'azienda di trasporto presto tornerà in mano al centrodestra, che la riaffiderebbe a un lancianese. «Ma non è una questione politica», aggiunge Valentino Di Campli (Pd), «qui è in ballo un progetto che cementificherà il cuore della città, ingolfando il traffico e rendendo monca la linea ferroviaria tra San Vito e Castel di Sangro».
Il sindaco. «La vecchia stazione e il relativo tracciato sono in via di dismissione, è questione di tempo», replica il sindaco Filippo Paolini (Pdl), «risolveremo poi le questioni con la Sangritana. Ma adesso bisogna andare avanti con il programma integrato, che è un progetto unico: fermare un ambito vuol dire bloccarli tutti e tre. Invece a breve potremo partire con l'appalto per il parcheggio interrato in piazza D'Amico».
Altre osservazioni. Erano in tutto dieci le osservazioni presentate al progetto integrato dell'ex Stu. Il consiglio comunale, a colpi di voti di maggioranza, ha respinto quelle presentate dal centrosinistra; rigettata anche la richiesta della Provincia di stralciare dal programma d'intervento l'area dell'attuale Fiera, all'Iconicella, considerato alla fine "non cogente" e modificabile in sede di conferenza di servizi. In ogni caso prima bisognerà decidere dove e come realizzare la nuova Fiera. Sulla chiusura di via Del Torrione, prevista dal progetto della Pietrosa e avversata dai residenti, il Comune resta vago: forse rivedrà il progetto, ma di fatto per ora non decide.