Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/05/2026
Visitatore n. 753.987



Data: 28/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Porto, procedure di imbarco troppo lente. Buonefra: i carichi di zucchero frenati da lungaggini burocratiche

La società chiede fasi di controllo all'altezza dei tempi per evitare che le navi puntino su altri scali

ORTONA. Gli operatori portuali protestano contro le lungaggini burocratiche che rallentano il loro lavoro. In particolare le maestranze della Buonefra, impegnate in questi giorni a imbarcare una ingente quantità di zucchero da esportare nei Paesi extra-comunitari, chiedono alla dogana che vengano snellite le procedure per consentire l'imbarco del prodotto sulle navi, così da permettere alle imbarcazioni stesse di riprendere prima il mare evitando, sia agli armatori che agli operatori portuali, una maggiore perdita di tempo e di denaro, visti i costi della manodopera e dei macchinari sulle banchine.
Lo zucchero, però, è una merce particolare che richiede procedure di controllo meticolose, anche perché lo Stato prevede agevolazioni per chi lo esporta. «Certamente, la dogana deve seguire procedure e verifiche previste per legge, su questo non ci sono dubbi», sottolinea Tommaso Nervegna della Buonefra, «chiediamo soltanto che si trovi il modo di renderle più al passo con il nostro lavoro. Attendiamo ore e ore, a volte giorni, che vengano rilasciati i documenti necessari per l'imbarco del prodotto. A volte, dopo averlo sdoganato, si procede a ulteriori verifiche. La burocrazia, in questo caso, impedisce lo svolgimento della nostra attività e aumenta notevolmente i costi. E questo non incoraggia certo gli armatori ad attraccare a Ortona». La Buonefra, in questi giorni, è impegnata nell'imbarco di 1500 tonnellate di zucchero provenienti dagli stabilimenti del Molise sulla nave "Buse Stevns" battente bandiera di Antigua e Barbuda e diretta in Libia, una volta completato il carico. I tir che partono da Termoli per il porto trasportano 26 sacconi da 15 quintali di zucchero ognuno. La procedura per le verifiche del prodotto e il rilascio delle autorizzazioni, spiegano alla Buonefra, consiste nel pesare ogni saccone per poi riposizionarli sui tir. Soltanto dopo questa verifica la gru può trasferire i sacchi sulla nave. «In altri porti, si pesa direttamente il camion velocizzando le pratiche», aggiunge Nervegna, «si parla tanto dello sviluppo dello scalo, con investimenti ingenti per dighe, dragaggi e infrastrutture, ma, se continua così, è come avere una macchina di grande cilindrata e non poterci mettere la benzina. Le navi devono partire in breve tempo invece restano ormeggiate per diversi giorni. Le persone che lavorano per noi restano ore senza fare niente aumentando i costi. Potrebbe accadere che alcuni imprenditori rinuncino a imbarcare le merci qui scegliendo un altro porto. Per esempio, l'altro giorno, avremmo dovuto imbarcare 20 tir invece ne abbiamo imbarcati solo tre». Nervegna sottolinea che questo non è un problema circoscritto alla Buonefra, riguarda tutti gli altri operatori portuali che fanno investimenti e che, di conseguenza, non possono rischiare di perdere lavoro: «La gru che abbiamo appena acquistato», prosegue, «costa oltre due milioni di euro a dimostrazione che crediamo nello sviluppo dello scalo».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it