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Pescara, 26/04/2026
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Data: 16/06/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mascia, atto primo: stop al bando dei parcheggi. Il sindaco si insedia e blocca la gara per la gestione triennale: «Voglio vederci chiaro»

La prima firma l'ha messa per gioco su un foglio bianco davanti a cronisti e fotografi. Ma il primo vero atto da sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia lo ha disposto quando nella sua "sala ovale" erano rimasti solo i suoi fedelissimi del Pdl: ha bloccato il bando per l'affidamento in gestione dei parcheggi, che l'amministrazione uscente aveva confezionato in quattro e quattr'otto «altrimenti non ci sarebbero stati più i tempi per farlo». In effetti il bando avrebbe dovuto essere pubblicato ieri ma Luigi Mascia ha imposto lo stop e ha convocato i dirigenti per un chiarimento: il provvedimento vincola per tre anni la gestione della sosta in fascia blu e il timore di Albore Mascia, e della sua nuova maggioranza, è che autorizzando il via libera a quell'atto si rischi di pregiudicare successivi progetti o ipotesi di sviluppo per la sosta in generale e per l'area di risulta in particolare.
Passo indietro. Emozionato come un bambino al primo giorno di scuola, Luigi Albore Mascia ha salito le scale del Comune tra due ali di folla festante. Alle 11,06 il giudice Angelo Bozza, in rappresentanza del presidente del Tribunale, lo ha proclamato sindaco, facendo scrosciare l'applauso in sala giunta. Da lì Mascia ha scelto di entrare nel suo nuovo ufficio passando per la porta laterale. «Ah che bel fresco, c'è l'aria condizionata» ha detto. Ma non durerà: il gran caldo ieri non ha dato tregua. La "sala di comando" s'è subito riempita di gente - neo consiglieri, aspiranti assessori, dipendenti, dirigenti e anche qualche "velina" - e per il neo sindaco è stato un susseguirsi di strette di mano e di abbracci calorosi. La prima a baciarlo con trasporto è stata una fedelissima di D'Alfonso, ieri non la sola. Niente di male: non c'era e non c'è motivo di arrossire per chi ha sempre svolto il proprio lavoro con coscienza. La "processione" è andata avanti a lungo: chi s'affacciava per educazione, chi sperando in una proroga quinquennale, «succede sempre così» ha tagliato corto chi ne ha viste tante.
Alle 11,30 Luigi Mascia ha conquistato l'agognata scrivania di primo cittadino. Ha strattonato un po' la poltrona e ha chiesto: «Sarà solida?». Risate. «So che c'è un aperitivo, fate portare l'aperitivo», e l'esperto Angelo ha eseguito. L'abbraccio di Pastore e Grossi, poi quello di Nazario Pagano e di Guerino Testa. In sala Cardelli, Cerolini Forlini, Sospiri, è arrivato pure Gianni Teodoro e per ultimo Antonelli. Aspira ad un posto in giunta Nicola Ricotta, seduto sul divano con la moglie Alessandra Petri. Il sindaco ha parlato dei primi impegni che lo attendono: «Mi metto subito al lavoro per Giochi del Mediterraneo e per il G8, poi farò riaprire la rampa dell'asse attrezzato in direzione centro» ha detto.
In piena celebrazione c'è stato il passaggio delle consegne tra Mascia e il vicesindaco uscente Camillo D'Angelo. «I conti in cassa sono buoni, ti lascio un bilancio approvato da 103 milioni - ha detto D'Angelo -. Sta a te dimostrare di saperci fare: hai detto di voler tagliare l'Irpef, attento o non saprai come tappare il buco. Noi abbiamo sempre rispettato il patto di stabilità, sappi che non è impresa facile». Saluto di benvenuto con stretta di mano anche da Moreno Di Pietrantonio: «Ti auguro di far bene - ha detto il capogruppo uscente del Pd al neo sindaco Albore Mascia - ma sappi che combatterò per farti tornare all'opposizione».






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