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Data: 16/06/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Stipendi fermi, e l'occupazione cala. I dati Istat registrano l'andamento piatto delle retribuzioni nel primo trimestre del 2009

La Cisl: sostenere i redditi. Il Pd: in atto un circolo vizioso Nell'Europa a 27 persi quasi due milioni di posti di lavoro

MILANO. Retribuzioni ferme in Italia e occupazione in calo. I dati Istat e Eurostat fotografano gli effetti della pesante crisi economica. Nel primo trimestre 2009 le retribuzioni lorde al netto degli effetti stagionali hanno registrato nel complesso dell'industria e dei servizi un incremento, rispetto al trimestre precedente, dello 0,1%. Per gli indici grezzi è risultato un aumento tendenziale (ovvero rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente) dello 0,6% lordo.
Secondo l'Istat per le retribuzioni lorde, al netto degli effetti stagionali, rispetto al trimestre precedente l'indice registra una variazione nulla nell'industria e una leggera riduzione nei servizi (-0,1%). Il tasso di crescita tendenziale delle retribuzioni nel primo trimestre del 2009 è stato del 1,2% nell'industria e dello 0,1% netto in generale.
All'interno del settore industriale, nel primo trimestre del 2009 le retribuzioni hanno segnato l'incremento tendenziale più marcato nelle costruzioni (+2,8%). All'interno del terziario, la crescita tendenziale delle retribuzioni più elevata si è manifestata nel comparto del commercio al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli (+3%). Si deve precisare che la variazione tendenziale negativa (-8,5%) registrata nel settore delle attività finanziarie e assicurative è dovuta al confronto con il livello particolarmente elevato del primo trimestre 2008 che rifletteva la presenza di componenti retributive occasionali (arretrati e una tantum), erogate a seguito del rinnovo del contratto nazionale di lavoro.
Un effetto analogo, sebbene di dimensione inferiore, ha riguardato il settore del trasporto e magazzinaggio dove si registra una variazione negativa di -0,8%.
Al netto degli effetti stagionali, gli oneri sociali hanno segnato una variazione congiunturale di -0,1% nel totale, con un diminuzione dello 0,2% nell'industria e dello 0,1% nei servizi. La dinamica tendenziale degli oneri sociali nel primo trimestre del 2009 è stata, nell'insieme dei settori dell'industria e dei servizi, inferiore a quella delle retribuzioni, con un incremento dello 0,3%.
L'andamento «piatto» delle retribuzioni di fatto nel primo trimestre del 2009 dipende dall'assenza nel periodo di rinnovi contrattuali importanti ma è anche l'altra faccia della crisi economica ed occupazionale. L'analisi del segretario confederale della Cisl Giorgio Santini, è molto netta: si tratta di una «realtà problematica» che dimostra la necessità di «sostenere i redditi» non solo con gli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro ma anche con la contrattazione. Numerose le reazioni anche politiche, tutte molto critiche nei confronti del governo. «I dati di oggi su debito pubblico, disoccupazione e retribuzioni evidenziano il circolo vizioso in atto nell'economia italiana», ha commentato Stefano Fassina, responsabile Finanza pubblica del Pd.
Numeri molto negativi arrivano da Eurostat sul fronte del lavoro: secondo l'ufficio di statistica di Bruxelles sono stati persi 1.220.000 posti di lavoro nella zona euro e 1.916.000 nell'Unione a 27. Su base annua, nel primo trimestre 2009, l'occupazione ha subito un calo dell'1,2% in entrambe le aree. Per l'Italia il calo annuo è stato dello 0,8%, peggio della Francia (-0,7%) ma molto meglio della Spagna (-6,4%).

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