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Data: 17/06/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pensioni, equiparazione tra uomo e donna: scatta la procedura d'infrazione contro l'Italia

BRUXELLES La Commissione europea è pronta ad aprire una nuova procedura d'infrazione contro l'Italia per non aver ancora equiparato l'età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico così come chiesto in una sentenza della Corte di giustizia europea. Mercoledì 25 giugno, salvo colpi di scena, l'esecutivo comunitario darà il via libera all'invio della lettera di messa in mora dell'Italia in base a quanto previsto dall'articolo 228 del trattato Ue, primo passo della procedura. A Bruxelles si sottolinea che l'apertura di una nuova procedura d'infrazione è un atto dovuto, poichè dalla sentenza della Corte sono passati sette mesi senza che l'Italia si sia adeguata.
I contatti tra il governo di Roma e la Commissione Ue comunque non si sono mai interrotti e proseguiranno anche dopo la decisione del 25 giugno. Il commissario Ue per gli affari sociali Vladimir Spidla sarà infatti il giorno seguente a Roma dove incontrerà il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi proprio per parlare del dossier. La Commissione Ue ha ripetutamente richiamato le autorità italiane a porre rimedio a una situazione ritenuta in contrasto con le norme europee. In particolare una lettera di avvertimento era stata indirizzata al governo dalla Commissione il 23 dicembre scorso. Roma aveva subito dichiarato la volontà di mettersi in regola e lo stesso Silvio Berlusconi, il 6 marzo scorso, aveva assicurato che si stava lavorando per evitare una nuova procedura d'infrazione da parte dell'esecutivo europeo. Anche attraverso contatti costanti con i funzionari di Bruxelles. Che non aveva comunque fissato termini perentori pur restando in attesa di un testo normativo che prevedesse l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne da 60 a 65 anni.







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