ROMA. L'inflazione a maggio è scesa allo 0,9% (dall'1,24 di aprile) il livello più basso dal novembre 1968. Per l'Istat prezzi cresciuti dello 0,2% su base mensile. L'Istituto di statistica spiega che la flessione è determinata da due fattori.
Su base annua ha contato il rallentamento dei prezzi dei beni, mentre su base tendenziale è stato significativo il rallentamento di quelli dei servizi.
Un dato così basso non è comunque destinato a durare a lungo. Nel settore dei servizi e in quello energetico si avvertono le avvisaglie di nuove tensioni. La benzina, in particolare, ha registrato un incremento dell'1,8% tra aprile e maggio e il gasolio dello 0,7%. Il confronto su base annua conferma una variazione negativa con - 15,8% per la verde e -25% per il diesel.
Tra aprile e maggio gli incrementi dei prezzi più significativi si sono registrati nel settore delle comunicazioni (+0,9% con un +5,6% dei telefoni cellulari), dei trasporti (+0,6%), di alberghi e ristoranti (+0,3%).
Calano invece i prezzi nella voce spettacoli, ricreazione e cultura dello 0,3%.
Su base annua, invece, i tassi di crescita più elevati sono stati quelli delle bevande alcoliche e dei tabacchi (+5%) e dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,5%). L'unica variazione su base tendenziale è stata soltanto nei trasporti con un -3,4%.
Nell'analizzare nel dettaglio i dati del carrello della spesa, l'Istat registra «prezzi freddi» in particolare a maggio (0,6%) per i prodotti considerati «ad alta frequenza d'acquisto»: alimentari, tabacchi, bevande, carburanti, beni per la casa, giornali. Per i prodotti «a media frequenza d'acquisto» come abbigliamento, tariffe elettriche, medicine, alberghi, trasporti stradali, ferroviari e aerei, l'inflazione si è invece attestata allo 0,9% contro l'1,2% di aprile. Lieve accelerazione per i prodotti «a bassa frequenza» come auto, tv, computer, elettrodomestici con + 1,4% di maggio sull'1,3% registratro ad aprile.
La Federconsumatori denuncia che gli unici aumenti sono sui prezzi dei generi alimentari che portano l'aggravio per le famiglie a 594 euro in più all'anno. Per l'Adoc l'inflazione reale è del 2-3%. Anche per il Codacons il calo dei prezzi «è illusorio». Cia e Coldiretti, dal canto loro, rilevano come il crollo dei prezzi sui campi (-12,7% a maggio) abbia contribuito a rallentare la corsa ai listini sugli scaffali.