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Data: 18/06/2009
Testata giornalistica: TrambusNews Roma
Servizi locali, gare non obbligatorie. Corte Ue: «La cooperazione fra enti locali non contrasta con le regole di mercato»

I servizi pubblici possono essere assicurati tramite la cooperazione intercomunale, senza dover passare attraverso gare di appalto, a patto che non siano coinvolti soggetti privati. E non si può impedire ad un'autorità pubblica di usare risorse proprie per assicurare servizi di interesse generale di cui ha la responsabilità. E' quanto ha sottolineato la Corte di giustizia europea in una sentenza in cui ha dato torto alla Commissione nel caso che l'aveva opposta alla Germania per la costruzione dell'inceneritore di Amburgo. Il Comune dotato di una struttura pubblica in grado di far fronte alle necessità, secondo i giudici, non è obbligato a seguire la strada della gara pubblica, ma anzi può estendere ad altri comuni la possibilità di usufruire di tale opportunità. Nel dicembre 1995 quattro distretti limitrofi avevano firmato un contratto con la società comunale di gestione dei rifiuti di Amburgo per estendere anche ai loro rifiuti il trattamento nell'inceneritore. Il contratto era stato firmato senza alcun bando di gara pubblica. Secondo la Commissione europea i quattro distretti doveva- no essere considerati come autorità contrattuali sottoposte alla direttiva dei servizi pubblici, in quanto il contratto aveva un fine lucrativo e quindi era obbligatoria la pubblicazione di un bando di gara. Ma la Corte ha giudicato che la cooperazione tra autorità pubbliche aveva l'obiettivo di assicurare alla collettività un servizio, di cui essi portavano la responsabilità. Questo, per la Corte, era possibile perché il contratto non prevedeva la partecipazione di partner privati. La Corte ha sottolineato che il diritto comunitario non impone alle autorità pubbliche di ricorrere ad una forma giuridica specifica per assicurare congiuntamente la fornitura di un servizio pubblico e che tale cooperazione tra autorità pubbliche non contrasta con le regole del mercato interno. Secondo il Consiglio dei comuni e delle regioni d'Europa (Ccre), si tratta di "una svolta decisiva per gli enti locali europei".

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