Comizio di piazza in Lombardia «Sono indignato dalle proteste in Abruzzo»
L'AQUILA. Silvio Berlusconi era tornato all'Aquila il giorno dopo la protesta degli sfollati in piazza Montecitorio. Ma aveva abilmente dribblato contestatori, giornalisti e domande scomode. Ieri, da quasi 700 chilometri di distanza, ha gridato «vergogna» a chi lo accusa.
Berlusconi è salito sul palco per un comizio a Cinisello Balsamo, in vista del ballottaggio per la Provincia di Milano. «Mi indigno poco», ha detto il Premier durante il suo intervento in piazza Gramsci, prendendo spunto da un gruppo di contestatori "confinato" in una zona limitrofa alla piazza dove si stava svolgendo la manifestazione. «Ma questa settimana mi sono indignato molto», ha aggiunto, «per le accuse che ci hanno mosso sul nostro operato in Abruzzo. Entro il 30 novembre, 15mila persone avranno delle nuove case e nonostante ciò hanno organizzato delle manifestazioni sul nulla, mandando gente che non aveva nulla da chiedere e hanno strumentalizzato le speranze, la paura e i morti. Vergogna!». Chiaro il riferimento alla manifestazione di martedì, quando a Roma si è ritrovato un migliaio di aquilani. Una contestazione esplosa per le mancate modifiche al Decreto Abruzzo promesse dallo stesso Berlusconi. Mercoledì il Premier è tornato all'Aquila (la sua 14ª visita) ma alla fine ha annullato anche la prevista conferenza stampa. Nessuna risposta era arrivata ai contestatori, almeno fino a ieri sera quando lo spunto è stato offerto da un centinaio di manifestanti dei centri sociali milanesi. Rivolgendosi a loro, e più in generale alla sinistra, il presidente del consiglio li ha invitati a «vergognarsi». E ha aggiunto: «Mi fate pena, disgusto. Fate pena a tutti noi. Oggi come sempre siete solo dei poveri comunisti, non avete nobiltà d'animo».
Da Cinisello Balsamo le parole del Premier sono state rilanciate dalle agenzie di stampa e presto hanno scatenato una serie di reazioni. Su tutte quella del parlamentare abruzzese Giovanni Lolli, esponente del Partito democratico. Lolli ha stigmatizzato le parole del presidente del consiglio sulla manifestazione di protesta contro il Decreto terremoto.
«Le affermazione di Berlusconi sono molto gravi», ha dichiarato in una nota. «I cittadini aquilani sono arrivati a Roma su invito dei comitati autonomi, dei sindacati e di tutte le categorie sociali del capoluogo abruzzese per chiedere che il decreto cambiasse esattamente nei punti in cui Berlusconi, in una conferenza stampa tenuta all'Aquila, si era formalmente impegnato a cambiare», ha ricordato. «Fare solenni promesse e poi non mantenerle non è il modo di affrontare un problema serio e drammatico come quello del terremoto», ha aggiunto Lolli, «e usare espressioni che offendono una popolazione già tanto provata è, questo sì, una vergogna».