Circa 90 mila uscite anticipate in meno fra gennaio e maggio. Mastrapasqua (Inps): «Sarà così per tutto il 2009»
ROMA Diminuisce, anzi crolla il numero di persone che vanno in pensione anticipata. Nei primi cinque mesi del 2009 sono uscite dal lavoro con la pensione "di anzianità" soltanto 43.247, circa un terzo rispetto ai primi cinque mesi dello scorso anno (all'epoca il numero preciso fu di 132.343). Questo però non significa che gli italiani hanno scelto di lavorare più a lungo. Significa, più semplicemente, che l'ultima riforma previdenziale sta facendo sentire i suoi effetti. Nel 2008 i requisiti minimi per la pensione sono stati elevati, e questo si è ripercosso sulle uscite dell'inizio 2009. Ed è solo l'inizio: nei prossimi anni ci saranno ulteriori restrizioni e il numero dei pensionati giovani si ridurrà ancora di più.
I dati dell'Inps. I dati sulle pensioni di anzianità sono stati forniti ieri dal presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, interpellato dall'agenzia di stampa Ansa. Il calo delle uscite fra gennaio e maggio, dice Mastrapasqua, è stato «consistente», la riduzione è stata del 67%. «Ritengo ha detto ancora il presidente dell'Inps che la tendenza proseguirà per l'intero 2009». Si tratta dell'«effetto delle nuove norme», quindi non si può certo parlare di una sorpresa. Al contrario le cifre risultano perfettamente in linea con le attese: per questi mesi l'Inps aveva previsto un numero di nuovi pensionati d'anzianità appena superiore a quello che poi si è realizzato (44.600 uscite stimate contro le 43.247 poi realmente avvenute). Mastrapasqua però si dice anche convinto che a questa diminuzione abbia contribuito un atteggiamento diverso nei confronti del lavoro e della pensione. In altre parole potrebbe essersi diffusa la voglia di continuare a lavorare finché possibile, pur avendo raggiunto i requisiti per mettersi a riposo.
Il 2008. È interessante il confronto con i dati dello scorso anno. Nel 2008 si era registrato il fenomeno opposto a quello attuale, ovvero un picco dei pensionamenti d'anzianità. All'inizio dell'anno l'Inps aveva previsto per gennaio-maggio circa 80 mila lavoratori in uscita anticipata. Invece se ne andarono in 132 mila. Evidentemente molti scelsero di andarsene subito per non restare impigliati nelle maglie più strette della riforma.
Da luglio scatta "quota 95". Intanto continuano a montare i gradini previsti dalla riforma. Dal prossimo 1 luglio scatteranno le nuove regole che prevedono la cosiddetta "quota 95". Significa che potrà andare in pensione d'anzianità solo chi avrà raggiunto 59 anni di età più 36 anni di contributi, oppure 60 di età più 35 di contributi. Lo scalino comunque farà sentire i suoi effetti solo dal 2010: si va in pensione solo sei mesi dopo aver raggiunto i requisiti.
I commenti. Per Giuliano Cazzola, parlamentare del Pdl ed esperto di previdenza, «il calo vistoso delle pensioni di anzianità dimostra chele regole di carattere obbligatorio funzionano più e meglio delle chiacchiere, degli incentivi e di altre amenità opportunistiche presenti nel dibattito, come quella della volontarietà». Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni dà una lettura opposta: si conferma «la logica che noi abbiamo sempre sostenuto: se si è realisti e si pensa al futuro è naturale che chi ha libertà di restare lo fa». Anche per Luigi Angeletti della Uil «non abbiamo bisogno delle cose cervellotiche del passato ma di incentivi di cui la maggioranza dei lavoratori approfitterebbe». Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani vede nelle cifre dell'Inps «la riprova che il sistema previdenziale regge e che non bisogna allarmismi». Epifani fa riferimento anche ai dati sulla scuola riportati ieri da "Il Messaggero", dai quali si può supporre una corsa alla pensione da parte delle donne, probabilmente spaventate dalla nuova imminente riforma.
Invalidità. Mastrapasqua ha anche annunciato che l'Inps quest'anno ha revocato la pensione di invalidità a 6-7 mila persone che la ricevevano senza averne i requisiti. I controlli dell'istituto continuano, si prevede di arrivare a 20 mila pensioni ritirate a fine anno.