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Data: 23/06/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Regione, Pdl ai ferri corti Giuliante attacca Piccone «Assente dai problemi» Il capogruppo: ha disatteso troppi impegni la pazienza dei consiglieri ha superato il limite

PESCARA. Nessun incontro per il dopo terremoto, nomine rinviate negli enti regionali, l'assenza di strategia del Popolo della libertà in un Abruzzo sempre più in difficoltà economica e con nuovi problemi in vista. Argomenti che a giudizio del capogruppo regionale del Pdl, Gianfranco Giuliante poco o nulla sembrano interessare al suo collega di partito, il presidente regionale del Pdl, Filippo Piccone.
«Finite le elezioni», osserva Giuliante, «il silenzio che sino ad ora ci siamo imposti diventerebbe complice acquiescenza, rispetto ad una inerzia che da mesi si protrae in termini politici, organizzativi e di elaborazione strategica». Le critiche aprono un contenzioso tra An e Forza Italia, i due partiti sono arrivati ad una fusione come Pdl senza un congresso e in Abruzzo An non appare soddisfatta di come vanno le cose e soprattutto del ruolo assunto da Piccone.
«Da mesi», dice Giuliante, «le richieste pressanti di, un incontro con il Presidente regionale del Pdl, Filippo Piccone, da parte di consiglieri regionali, vengono eluse. Si sono susseguiti accadimenti importanti e contestualmente devastanti. Mai c'è stata una riunione, una indicazione, un percorso concordato». Per Giuliante che è stato dirigente aquilano di An e che è tra i consiglieri politici abruzzesi più ascoltati dal ministro delle infrastrutture Altero Matteoli il Pdl deve mettere in campo una sua strategia. «L'Abruzzo non potrà contare all'infinito su Berlusconi», osserva Giuliante, «e la sua indiscussa capacità di attrazione del consenso, né su un presidente della Regione che a testa bassa da mesi lavora senza sosta nel ruolo istituzionale ed è surrogante sul territorio, insieme al senatoreDi Stefano. Gli unici risultati ottenuti per l'Abruzzo, intessendo una tela di rapporti con il Governo, sono ascrivibili all'azione del presidente della Regione. Chiediamo a Gianni Chiodi, nella sua qualità di componente l'ufficio di presidenza nazionale del Pdl di rendersi promotore di una immediata interlocuzione che comporti possibilità di discutere e decidere sui tanti problemi in campo».
La conclusione del discorso di Giuliante suona come un ultimatum. «Un dato è certo cosi non può continuare», fa presente il capogruppo alla Regione del Pdl, «anche perché la pazienza dei Consiglieri, di cui si è abusato, è ormai al limite, così come non sono più rinviabili le risposte che il territorio, la classe dirigente e la base reclamano».

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