Regole comuni europee per lo sviluppo di una rete ferroviaria integrata e liberalizzata, investimenti mirati per le infrastrutture ferroviarie soprattutto in materia di interoperabilità e, di fronte alla grave crisi economica e finanziaria globale, la possibilità di prevedere sussidi anche per il servizio ferroviario generalmente non contribuito. Sono questi i principali temi di una dichiarazione comune firmata dai 29 responsabili delle imprese ferroviarie europee di trasporto passeggeri e consegnata dall'ad di Fs Mauro Moretti, nella sua veste di presidente del CER (Comunità delle Ferrovie Europee), al vicepresidente della Commissione Ue e commissario ai Trasporti Antonio Tajani. I punti chiave della dichiarazione congiunta sono stati discussi durante l'High- Level Passenger Meeting, l'incontro annuale tra le principali imprese ferroviarie del mondo, che si è svolto nei giorni scorsi a Roma a Palazzo San Macuto. "Con i rappresentanti delle 29 maggiori società ferroviarie europee - ha spiegato Moretti - abbiamo inquadrato la nostra situazione nell'ambito della crisi che stiamo vivendo, abbiamo riflettuto su come uscire dalla recessione e sul contributo che può dare il processo di liberalizzazione in corso nel settore in Europa". Il mercato comunitario è completamente aperto "almeno nella forma" per quanto riguarda il servizio merci, ha ricordato l'ad di Fs, mentre "il trasporto passeggeri su rotaia sarà liberalizzato a livello internazionale dal primo gennaio 2010". Al contrario "il trasporto ferroviario regionale non rientra" nelle liberalizzazioni. In questo contesto, ha continuato Moretti, per fronteggiare la crisi "da un lato dobbiamo migliorare le nostre prestazioni, e dunque garantire maggiore qualità a minori costi, dall'altro dobbiamo incrementare il processo di liberalizzazione, innanzitutto garantendo che il servizio passeggeri internazionale sia davvero aperto dal primo gennaio". Ma per farlo "servono regole chiare e uniformi", ha puntualizzato il top manager, e per questo "chiediamo alla Ue di omogeneizzare e armonizzare le diverse normative nazionali", in particolare "a livello di reti" con "norme comuni sui pedaggi" e "un comune modo di dare licenze e certificati di sicurezza". Tutto questo per "non creare ineguaglianze competitive" tra le imprese ferroviarie "a svantaggio dei mercati più aperti". Come l'Italia. Un invito, quello di Moretti, accolto immediatamente da Tajani. "A Lussemburgo ho lanciato un appello a tutti gli Stati membri per non ostacolare le liberalizzazioni" nel settore ferroviario, ha spiegato il commissario Ue ai Trasporti, "di fronte alla crisi, infatti, puntare sul protezionismo sarebbe un errore gravissimo".