Gentile direttore, in una lettera pubblicata giovedì 18 giugno, il signor Luigi Pomponio lamenta il ritardo maturato da un treno regionale proveniente da Pescara e diretto a Roma. Il treno regionale 2377 negli ultimi mesi ha maturato alcuni minuti di ritardo a causa dei rallentamenti sulla tratta Sulmona-Avezzano dovuti agli eventi sismici che hanno colpito la provincia dell'Aquila. La circolazione migliorerà sensibilmente alla fine del mese di agosto quando saranno terminati i lavori di manutenzione della linea, compreso il ponte citato nella lettera.
L'orario ferroviario, invece, viene modificato a dicembre e a giugno di ogni anno. Quello entrato in vigore lo scorso 14 giugno é stato modellato sulla minore domanda di mobilità che caratterizza i mesi estivi, ma, allo stesso tempo, arricchito di collegamenti diretti verso le principali mete turistiche.
Ufficio stampa Ferrovie dello Stato Abruzzo Marche Molise
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Il treno per Roma sempre in ritardo (Il Centro - 18 giugno 2009)
Frasi annunciate tutte le sere dal disco magnetico nella stazione ferroviaria di Avezzano. Annuncio ritardo: «Treno 23,77 proveniente da Pescara per Roma Tiburtina arriverà con 20 minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio». E così facendo Pilato si lavò le mani. Tutte le sere il treno 23,77 che parte da Pescara alle ore 19,04 dovrebbe arrivare alla stazione di Avezzano alle ore 21,09 e invece se tutto va bene arriva alle ore 21,40 per poi arrivare alla stazione Tiburtina alle ore 23,30 con una buonanotte a tutti. E' chiaro che a quell'ora restiamo tutti a piedi, senza metropolitana né A né B, senza autobus. Disagio assoluto. Il treno 23,77 della linea Pescara-Avezzano subisce un rallentamento dovuto ad un ponte in precarie condizioni, ma il ponte da prima del terremoto era in precarie condizioni figuriamoci dopo! Non parliamo poi del famoso passaggio a livello di Collarmele che se dovesse non funzionare arrivederci al mattino seguente. Anni precedenti il treno 23,77 arrivava ad Avezzano alle 20,50, era un gioiello, alle 22,50 si arrivava alla stazione Tiburtina, ma in Italia le cose che vanno bene bisogna distruggerle e quindi si é pensato di cambiare l'orario, arrivederci e grazie.
Trenitalia applica nell'arco dell'anno due orari, un orario invernale e un orario estivo: vengono cambiati di uno o due minuti, massimo cinque, ci si domanda il perché, si risponde: «L'incrocio con l'altro treno». Riflettiamo un po', cambiando orario due volte l'anno bisogna ristampare tutti i libretti dell'orario che danno alle stazioni, alle edicole, ai viaggiatori. Il tutto, in fatto di sprechi parla da solo.
Luigi Pomponio Avezzano