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Pescara, 26/04/2026
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Data: 24/06/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il terremoto non vuole fermarsi .Molti chiedono di rientrare nelle tende. Crolli a San Giovanni di Cagnano. Nessun problema in corso Federico II

L'AQUILA - Notte all'aperto, al freddo e in preda al panico, per migliaia di aquilani dopo la forte scossa di terremoto di magnitudo 4.5 delle 22.58 di lunedì, seguita da altre dieci superiori a 2.0, con punte di 3.8 alle 2.41 e 3.5 alle 10.35 di ieri mattina. E così, dal 6 aprile, sono 49 le scosse superiori a magnitudo 3.5. Le poche centinaia di persone che, negli ultimi tempi erano rientrate nelle abitazioni dichiarate agibili, si sono riversate subito per le strade e sono rimaste fuori, rifugiandosi nelle auto. A San Giovanni di Cagnano Amiterno sono caduti alcuni cornicioni e gli abitanti, che erano tornati nelle case, sono stati ospitati di nuovo nelle tende. Diverse abitazioni hanno evidenti crepe sulle pareti interne, causate dalle ultime scosse. A Onna interventi per individuare e contenere una fuga di gas metano e, all'Aquila, nella residenza per anziani Villa Dorotea, per lo spostamento di una decina di pazienti non autosufficienti dai piani superiori ai piani inferiori. Nessun crollo o caduta di calcinacci, invece, lungo corso Federico II, che collega la Villa Comunale a piazza Duomo. Dopo i risultati delle verifiche avviate dai Vigili del fuoco già nella notte, non essendo emerse situazioni di pericolo, la Prefettura non ha revocato l'autorizzazione concessa ai pedoni per il transito e l'accesso a piazza Duomo.
Nelle tendopoli del capoluogo e del "cratere sismico", però, la paura è tornata a livelli alti. «Le persone sono spaventate e hanno chiesto di rientrare nelle tendopoli - ha spiegato Fabrizio Curcio, responsabile dell'Ufficio emergenze del dipartimento della Protezione civile -. Non abbiamo ricevuto nessuna segnalazione di danni, al massimo potrebbero essere caduti dei cornicioni, per questo sono partite le verifiche nella zona rossa del centro storico. Non si sono registrati eventi preoccupanti: solo malori da parte delle persone più sensibili alle quali ovviamente queste scosse riportano alla memoria momenti terribili. Ci sono state poi altre scosse, due delle quali sopra il valore 3 di magnitudo che sicuramente non hanno tranquillizzato la gente. Impossibile prevedere se e quando si verificheranno altre scosse, comunque questo sciame sismico per ora non intacca la regione dal punto di vista strutturale, ma solo psicologico. Anche il fatto di sentirle sempre nella stessa zona non aiuta su questo piano: l'epicentro più o meno è sempre intorno a Pizzoli, Barete e L'Aquila». La gente si chiede se dopo le scosse dell'altra notte sia necessario ripetere le verifiche delle abitazioni da parte dei tecnici della Protezione civile. «Non sono previste nuove verifiche, ma, da quello che ho capito, saranno attivati controlli a campione soprattutto sulle emergenze e criticità che già si conoscevano» ha chiarito il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, dopo un rapido consulto con gli esperti. Secondo il primo cittadino, a nuovi controlli si penserebbe con una scossa al di sopra del quinto grado. L'ordine ufficiale a nuove ispezioni nelle case scatterebbe solo con una scossa superiore a quella devastante del 6 aprile scorso quando la magnitudo, secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stata di 5.8. Per il sindaco, il programma non cambia: «Stiamo organizzando tutti i lavori, come da programma. Quanto accaduto, certo, non è una iniezione di fiducia, ma bisogna andare avanti».


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