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Pescara, 26/04/2026
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Data: 24/06/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Giunta tra imprevisti e ritardi. Albore Mascia aspetta gli eletti. Venerdì la proclamazione, il primo Consiglio intorno al 10 luglio

«La giunta è pronta e completa, finita. Ormai ci siamo. C'è qualcosina da chiarire, qualcosa da limare. Vedremo. Chissà. Nessun problema». C'è tutto e il contrario di tutto nelle parole del Pdl e nelle situazioni che il sindaco Luigi Albore Mascia si ritrova a dover affrontare in questi giorni. Portato in giro per Pescara come il santo in processione - in tanti lo tirano per la giacca di qua e di là - Mascia sta prendendo confidenza - suo malgrado - con i mille impegni quotidiani che da sindaco deve affrontare. Risultato, la tabella di marcia ne sta già risentendo su più fronti: quello politico e quello operativo. Qualche esempio: la giunta, che sulla carta sarebbe pronta, non sarà presentata prima di qualche giorno (un ritardo utile per le ultime limature e per accontentare, se possibile, gli ultimi capricci); la rampa dell'asse che doveva essere aperta insieme con lo spumante stappato per la vittoria elettorale è ancora chiusa: per questa mattina è annunciato un altro sopralluogo tecnico ma il grande evento non si verificherà prima della metà della prossima settimana.
Un freno a mano tirato che Albore Mascia rischia di pagare nel confronto aperto con Luciano D'Alfonso, sindaco che la sera stessa del successo elettorale era già seduto alla scrivania a lavorare. Con la situazione posta in questi termini, Mascia rischia la "sindrome Mourinho", tecnico dell'Inter perseguitato per un anno dal confronto con Mancini: ogni giorno dovrà confrontarsi con quanto realizzato dal suo predecessore. L'augurio è che, come Mourinho, Albore Mascia abbia buoni motivi per celebrare a fine stagione.
In verità il ritardo sulla tabella di marcia del sindaco è strettamente collegato al ritardo di un passaggio fondamentale: la proclamazione degli eletti non è ancora avvenuta, il presidente della commissione, il giudice Angelo Bozza, l'ha annunciata solo per dopodomani e questo concede ad Albore Mascia qualche altro margine per definire meglio certe situazioni. Ciò significa che per il primo consiglio comunale dovremo attendere il 10 luglio o giù di lì.
Al momento la giunta comunale è concepita con cinque assessori del Pdl: Marcello Antonelli, Guido Cerolini Forlini, Roberto Renzetti, Eugenio Seccia e Massimo Filippello; tre di Pescara Futura: Berardino Fiorilli (vicesindaco), Stefano Cardelli e, da esterna, Barbara Cazzaniga. Un posto va a Gianni Teodoro (Lista Teodoro); le altre due donne per completare la quota rosa sono: Carla Panzino e Isabella Del Trecco. Il dodicesimo e ultimo posto potrebbe andare all'Udc (in alternativa alla presidenza del Consiglio) o essere assegnato a uno tra Nicola Ricotta e Armando Foschi, nomi storici del Pdl. Oppure a Vincenzo Berghella, se è vero che ha in tasca una promessa elettorale. «Per ogni soluzione ipotizzata c'è un'alternativa» ha spiegato sereno il primo cittadino. Questo vuol dire che se l'Udc non accetta la poltrona di presidente del consiglio per Licio Di Biase, vorrà dire che avrà posto in giunta. Una cosa è certa: all'Udc va una sola poltrona e non due, e qualcuno dovrà dirlo a De Poli, l'inviato di Casini e Cesa atteso a Pescara tra oggi e domani. Se salta la casella Di Biase, alla presidenza del Consiglio andrebbe Lorenzo Sospiri, ma nelle ultime ore per quell'incarico s'è fatta avanti Federica Chiavaroli, candidatura a quanto pare sostenuta da Piccone. Una piccola-grande grana in più per la coalizione.
Gianni Teodoro può concedersi il lusso di sedersi a due tavoli: punta a una delega in giunta in Comune ovvero può andare all'incasso in Provincia. Deciderà col suo fedelissimo Max Pignoli. Il sindaco Mascia non è preoccupato, anzi: «La possibilità di trovare sponda in Provincia ci agevola» ha detto. Sempre che la combinazione s'incastri con le scelte del presidente Guerino Testa, alle prese con qualche difficoltà di rappresentanza territoriale per le scelte della sua giunta.



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