Gli assistiti sono 53681, i campi in funzione 141 più altri dieci quelli spontanei
L'AQUILA. «Sono rientrati tutti nelle tende». L'ha detto anche Berlusconi. Per la prima volta dall'inizio del terremoto il numero degli sfollati aquilani assistiti dalla protezione civile ha ripreso a salire. Prima della scossa di 4,5 erano 53440. Oggi sono diventati 53681, 241 in più.
I NUMERI. Crescono i numeri dell'assistenza. Negli alberghi fuori città ci sono 20732 persone, nelle tende 23373, nelle case 9576. A Teramo ci sono 21512 sfollati (13801 in 153 alberghi e 7711 in 1720 case); a Pescara 5211 (3423 in 65 alberghi e 1788 in 615 case); a Chieti 2693 (2616 in 130 alberghi e 77 in 26 case); ad Ascoli Piceno 892 (in 28 alberghi). Questa la situazione nelle tendopoli: i campi ancora aperti sono 141, per un totale di 5286 tende, con 95 cucine e 27 presìdi medici. A questi si aggiungono i dieci campi spontanei, con 68 tende e 321 persone ospitate. I numeri sono destinati a crescere in quanto i campi hanno ricevuto la disposizione di accogliere senza riserve chi ha lasciato la casa per paura delle scosse.
I CAMPI CHIUSI. I campi chiusi sono trenta: Santa Vittoria di Montereale, Castiglione di Montereale, Vigliano di Scoppito, Scoppito campo sportivo, Scoppito Sella di Corno, Rocca Santo Stefano di Tornimparte, Villagrande di Tornimparte, Ovindoli, Rovere di Rocca di Mezzo, Paganica 1, Castel del Monte, Collepietro, Villa Santa Lucia degli Abruzzi, Popoli, Capestrano, Pettorano sul Gizio, Corfinio, Gagliano Aterno, Introdacqua, Raiano, Bugnara, Anversa degli Abruzzi, Cocullo, Molina Aterno, Secinaro, Pratola Peligna, Prezza, Pacentro, Cansano, Vittorito. Al momento non ci sono altre previsioni di chiusura.
A TORNIMPARTE. Proteste a Rocca Santo Stefano di Tornimparte per la chiusura della tendopoli. «Una ventina di giorni fa hanno smontato le tende e ci hanno fatto rientrare in casa», raccontano alcuni residenti. «Ora, però, con il ritorno delle scosse, siamo tornati fuori e siamo costretti a stare in macchina. Non è giusto. Abbiamo chiesto aiuto al Comune e al Com ma nessuno ha risolto il problema».
L'ASSEMBLEA. Stasera alle 21, nella tendopoli di Fossa, si parlerà di ricostruzione ma anche dei problemi che stanno vivendo le persone che da quasi tre mesi stanno sotto una tenda. Prosegue, infatti, la visita dei campi da parte dei rappresentanti dei comitati per illustrare la campagna «100x100 ricostruzione, trasparenza e partecipazione». All'incontro parteciperanno Mattia Lolli (Comitato 3e329); Piero De Santis (Comitato Ara), Ettore Di Cesare (Comitato Rete Aq), Luisa Leopardi (Un centro storico da salvare); Luca D'Antonis (Comitato Colta); Stefano Frezza (Epicentro solidale), e altri rappresentanti del Collettivo 99 e del Comitato IdeAq. «Il coinvolgimento dei cittadini è necessario», sostiene l'assessore comunale di Fossa Berta Giacomantonio, «per avviare un dibattito vivo e plurale sulla ricostruzione della città capoluogo ma anche dei piccoli centri». Si parlerà anche della manifestazione di sabato alle 15, con partenza da piazza d'Armi.