L'AQUILA - Non perde il buonumore il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella sua quattordicesima visita all'Aquila. Nel breve sopralluogo al cantiere di Bazzano, durato una decina di minuti, si rivolge scherzosamente agli operai, toccandosi con le mani le orecchie: «E le donne? Siete tutti gay? La prossima volta ve le porto io le veline...». «E noi porteremo le case» replica uno dei responsabili. Poi Berlusconi, autodefinitosi l'altra sera un "direttore dei lavori" per L'Aquila, torna serio: «È veramente qualcosa di bello, ragazzi andiamo avanti così che ce la facciamo. Non pensavo che l'area fosse così vasta e mi hanno detto che abbiamo fatto pure un buon affare con l'acquisto del terreno». Nel girare il cantiere, Berlusconi mette in mostra una inaspettata agilità: prima sale su una scala e poi improvvisa una temeraria passeggiata su un'armatura in ferro pronta per essere riempita di cemento: «Mi raccomando sulla sicurezza, siate prudenti». E promette: «A settembre chiuderemo le tendopoli, daremo l'indirizzo degli appartamenti e il giorno di ingresso ai terremotati che avranno le nuove case. Agli altri daremo sistemazione in albergo e comunque le tendopoli saranno chiuse prima del freddo».
Qualche ora prima, all'assemblea della Farmindustria a Coppito, aveva rassicurato circa le perplessità che ancora sussistono tra gli sfollati sulla ricostruzione: «Nessun aquilano deve avere paura che lo Stato si tirerà indietro rispetto a ragionevoli richieste. Le seconde case saranno ricostruite dallo Stato al cento per cento. Non stiamo pensando solo alle case, ma anche alla ripresa dei comparti industriali e di quelli commerciali, che rappresentano per noi un aspetto decisivo per il rilancio del territorio. Su questo tema si è già applicato il ministro Scajola, che sta lavorando con l'Europa per una zona franca, ma c'è anche il ministro Tremonti che sta lavorando per le agevolazioni fiscali e gli incentivi alle aziende». Aveva lanciato anche l'invito agli amministratori a «non preoccuparsi se dal Parlamento non uscirà un decreto per L'Aquila proprio come lo avrebbero voluto, lo Stato non si tirerà indietro. Intanto con il varo del decreto, oltre ad avere avviato l'attività di ricostruzione leggera, abbiamo dato il via alle tre categorie di ricostruzione: le case distrutte, quelle che richiedono un certo numero di lavori e le abitazioni che richiedono pochi lavori». Il premier, infine, aveva espresso rammarico e preoccupazione per le scosse di inizio settimana, che hanno fatto precipitare di nuovo la situazione: «Unica nota negativa, fortemente negativa, perché dalle tendopoli si stava rientrando nelle abitazioni e ora invece molti stanno tornando alle tendopoli». Conclusione sul G8: «Nella prima giornata Angela Merkel e Nicolas Sarkozy visiteranno Onna, poi la sera ci saranno diverse situazioni con Obama e Medvedev. Abbiamo approntato 40 appartamenti, 1.060 camere tutte con mobili di designer nazionale che poi resteranno nelle case che stiamo costruendo, così come gli arredi urbani e il verde resteranno a migliorare L'Aquila».