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Pescara, 26/04/2026
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Data: 26/06/2009
Testata giornalistica: Prima da Noi
Enti regionali, grandi manovre. Acerbo: «dov'è la rivoluzione meritocratica?»

ABRUZZO. Le grandi manovre per le nomine di presidenti, direttori e consiglieri di amministrazione negli enti regionali prosegue incessantemente.

Ci sono da spartire circa 250 postazioni e il lavoro di mediazione non è poi così semplice. Bisogna cercare di non deludere nessuno degli alleati e pare che proprio per questo motivo i tagli previsti e annunciati in campagna elettorale non potranno esserci.
Di nomi non ne sono ancora saltati fuori anche se Chiodi ha spiegato più volte quale sarà il metodo della selezione: uomini di partito riconoscibili con comprovate capacità manageriali.
Sarà il presidente della Regione a dare l'ok finale e mettere in moto il pianeta parallelo degli enti regionali.
E' curioso di vedere chi la spunterà, ma anche preoccupato, Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione Comunista.
«La rivoluzione meritocratica annunciata da Chiodi sarebbe già finita, anzi non sarebbe mai cominciata a leggere i nomi dei soliti amiconi che si preparano a occupare le società dei trasporti regionali», commenta Acerbo.
In pole position per gli incarichi a cui fa riferimento il consigliere d'opposizione ci sarebbero infatti Pasquale Di Nardo (Sangritana), l'ex assessore ai Trasporti della giunta Pace, Mario Amicone (Arpa) e Maurizio Teodoro (Gtm).
«Nonostante i proclami alla fine si torna alla peggiore partitocrazia con Di Stefano, Giuliante e Piccone che contrattano la grande spartizione», attacca Acerbo.
«Il Presidente Chiodi uscirà totalmente delegittimato se dovesse concretizzarsi lo scenario delineato dalla stampa».
Acerbo ricorda inoltre che gli enti e le società devono trasmettere alla Commissione consiliare competente per materia ogni due mesi, l'elenco delle deliberazioni adottate dagli organi di vertice, specificando l'oggetto di ciascun atto.
«Non mi risulta che ai consiglieri regionali sia stata inviata dalla presidenza del Consiglio alcuna comunicazione in merito», chiude Acerbo.

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