BOLOGNA - Nell'elenco delle priorita' sulle infrastrutture da realizzare a Bologna, al primo posto c'e' il servizio ferroviario metropolitano. Seguito dal progetto di restilyng della stazione e, in fondo il metro'. Interventi che non devono essere 'pagati' con la vendita di azioni pubbliche di Hera, aeroporto o fiera (nelle quali il ruolo delle istituzioni va salvaguardato) ne' a discapito dell'infrastruttura sociale (asili nido, case per lavoratori e studenti). Questa la posizione della Cgil nell'ambito della discussione sulle infrastrutture nel capoluogo emiliano. ''A settembre, una volta chiaro il quadro nazionale, si potra' capire quali opere sono finanziabili dal governo, quali a livello regionale e quali dal locale - ha detto Cesare Melloni, segretario generale Cgil di Bologna - e di conseguenza prendere delle decisioni su cosa effettivamente manca al completamento delle opere pubbliche a Bologna''. Ma senza intaccare il patrimonio azionario pubblico di Hera, tentazione facile in tempi di magra. ''Cosi' facendo manca completamente la visione del ruolo strategico per il territorio bolognese rappresentato dalla proprieta' pubblica di Hera - ha sottolineato Melloni - Pertanto come Cgil ribadiamo la necessita' di mantenere la proprieta' pubblica della maggioranza di capitale di Hera e il rafforzamento del governo pubblico nei settori idrico, ambientale, energetico e di riformare progressivamente la missione di Hera finalizzandola al risparmio delle risorse idriche, alla raccolta differenziata dei rifiuti''. Stesso discorso per l'aeroporto e la fiera. Nel primo caso si tratta di 'un monopolio naturale, perche' non possono esistere piu' aeroporti in una citta' come Bologna, ma deve essere un cancello di accesso al sistema regionale per aumentarne la competitivita'''. Nel secondo caso per la Cgil va ricordato che la fiera di Bologna ''non deve competere con Parma o Milano ma con l'Europa e quindi deve evolvere verso un sistema regionale unico in cui il ruolo pubblico e' fondamentale per non regredire a una logica municipalista''. Fatte le dovute premesse, per il sindacato e' necessario fare una scaletta dei progetti piu' urgenti per la citta'. ''Per noi e' indispensabile la messa a norma del servizio ferroviario metropolitano, l'acquisto del materiale rotabile e un convincente piano per la sua gestione'', ha spiegato il segretario della Camera del lavoro, ricordando che ogni giorno quasi 40 mila pendolari viaggiano in treno dalla provincia a Bologna, con un ritmo di 180 mila spostamenti quotidiani, e spesso con disagi dovuti a ritardi, scarsa frequenza dei convogli, guasti ai locomotori. Altrettanto importante e', per la Cgil, la realizzazione della nuova stazione di Bologna anche se mentre per quest'ultimo progetto ''i finanziamenti dovrebbero essere generati dalla valorizzazione edilizia delle aeree ferroviarie che si renderanno disponibili - ha puntualizzato Melloni - per il servizio ferroviario metropolitano manca una precisa definizione dei meccanismi di copertura finanziaria''. Al terzo posto c'e' la costruzione del metro', come previsto dal secondo e piu' recente progetto, e non da quello promosso durante la giunta precedente ritenuto dal sindacato ''molto costoso e legato a un'idea di Bologna intesa come realta' urbana separata dalla provincia''. Un accenno poi al progetto del passante nord autostradale, che secondo il sindacato richiede da un lato il coinvolgimento dello Stato e della societa' Autostrade, dall'altro la Regione per la parte bolognese. Priorita' e investimenti che devono rimanere in equilibrio con le infrastrutture sociali (alloggi per lavoratori o studenti, asili nido), altrettanto necessarie. ''Si deve raggiungere un punto di equilibrio perche' le risorse economiche non siano concentrate solo sulle infrastrutture fisiche'', ha spiegato Melloni concludendo che ''oggi parlare di welfare e' moderno quanto parlare di una linea di metropolitana''