Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/04/2026
Visitatore n. 753.421



Data: 27/06/2009
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Dal Cipe 12 miliardi a infrastrutture e Abruzzo. La ripartizione dei fondi Fas: i ministri finora penalizzati chiedono una quota anche per i loro progetti

La partita ancora da giocare stamattina al Cipe è quella dei ministri rimasti finora delusi dalla distribuzione del Fas (Fondo aree sottoutilizzate): Scajola, Brunetta, Gelmini, Bondi e Prestigiacomo vorrebbero l'assegnazione immediata ai loro progetti dei 3-4 miliardi della quota della presidenza del Consiglio ancora disponibile. A rendere più pesante questa somma potrebbero aggiungersi i residui dei vecchi programmi Fas 2000-2006 mai spesi: cifra che potrebbe aggirarsi intorno ai 5-6 miliardi. Dall'altra parte c'è il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che vuole mantenere una riserva ulteriore del Fas da utilizzare per le misure anti-crisi. Una partita che dura da mesi e che oggi potrebbe dar vita a qualche scintilla. Il Cipe non dovrebbe presentare ulteriori problemi politici con l'assegnazione, ormai digerita, degli 8 miliardi del fondo infrastrutture e dei 4 miliardi attribuiti all'Abruzzo. Per la ricostruzione post-terremoto il Cipe, sulla base di una relazione della Protezione civile, sancirà la priorità assoluta per gli interventi sulle abitazioni civili private. Quanto costi questa ricostruzione prioritaria non è ancora chiaro, perché gli strumenti disponibili per i cittadini sono due - il contributo pubblico e il mutuo - e molto dipenderà dalle preferenze della popolazione. La delibera del Cipe di oggi dovrebbe stabilire che, qualora il fabbisogno abitativo risultasse inferiore ai 4 miliardi disponibili, le somme residue verrebbero ridestinate a coprire le altre esigenze di ricostruzione, a partire dagli edifici pubblici. Il capitolo delle infrastrutture è molto nutrito. Dopo le decisioni del 6 marzo e dell'8 maggio, ora si passa all'assegnazione delle risorse alle singole opere. Si parte dal Ponte sullo Stretto che assorbirà 1,3 miliardi necessari alla Stretto di Messina come perno per rimettere insieme il piano finanziario dell'opera. Due miliardi e mezzo andranno invece alle Ferrovie che hanno già incassato 230 milioni per la Pontremolese: i fondi saranno suddivisi fra le due linee ad alta velocità Brescia-Treviglio (che dovrebbe avere 800 milioni) e Milano- Genova. Al terzo valico dovrebbero andare 1,5-1,7 milioni di euro. Numerosi gli interventi stradali e autostradali cui andrà una dote finanziaria dell'ordine dei due miliardi: la parte del leone dovrebbe farla la Salerno-Reggio Calabria che in realtà ha bisogno ancora di 2,2 miliardi per completare il finanziamento. Altre risorse andranno alla Pedemontana Lecco-Bergamo, al nodo di Perugia e Tre valli, alla tangenziale di Napoli e alla rete viaria costiera campana, all'adeguamento della statale 372 Caianiello-Benevento, alla statale 106 Jonica, alla Agrigento-Caltanissetta e al collegamento Licodia Eubea con la statale 117 bis, all'asse stradale fra Maglie e Santa Maria di Leuca. In campo autostradale scontata ormai anche l'approvazione del progetto definitivo e del nuovo piano finanziario della Brebemi. Per partire davvero con i cantieri il 22 luglio prossimo, mancano però ancora l'atto di indirizzo del ministero dell'Economia e il regolamento della Cassa depositi e prestiti sul fondo per la garanzia sulle opere pubbliche (Fgop), necessario per completare il quadro finanziario dell'opera. Dalle decisioni di oggi anche un miliardo all'edilizia scolastica e 1,5 miliardi per le metropolitane e le altre reti di trasporto urbano: linea C di Roma, rete regionale campana, Palermo, Catania, Bari, Cagliari, Parma, Brescia, Vicenza e Bologna.Oggi la ripartizione dei fondi Fas: i ministri finora penalizzati chiedono una quota anche per i loro progetti Dal Cipe 12 miliardi a infrastrutture e Abruzzo I CONTRIBUTI ALLE CASE La priorità dei 4 miliardi per la ricostruzione andrà alle abitazioni. Per le grandi opere in pole position Ponte, Alta velocità e Salerno-Reggio Giorgio Santilli ROMA La partita ancora da giocare stamattina al Cipe è quella dei ministri rimasti finora delusi dalla distribuzione del Fas (Fondo aree sottoutilizzate): Scajola, Brunetta, Gelmini, Bondi e Prestigiacomo vorrebbero l'assegnazione immediata ai loro progetti dei 3-4 miliardi della quota della presidenza del Consiglio ancora disponibile. A rendere più pesante questa somma potrebbero aggiungersi i residui dei vecchi programmi Fas 2000-2006 mai spesi: cifra che potrebbe aggirarsi intorno ai 5-6 miliardi. Dall'altra parte c'è il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che vuole mantenere una riserva ulteriore del Fas da utilizzare per le misure anti-crisi. Una partita che dura da mesi e che oggi potrebbe dar vita a qualche scintilla. Il Cipe non dovrebbe presentare ulteriori problemi politici con l'assegnazione, ormai digerita, degli 8 miliardi del fondo infrastrutture e dei 4 miliardi attribuiti all'Abruzzo. Per la ricostruzione post-terremoto il Cipe, sulla base di una relazione della Protezione civile, sancirà la priorità assoluta per gli interventi sulle abitazioni civili private. Quanto costi questa ricostruzione prioritaria non è ancora chiaro, perché gli strumenti disponibili per i cittadini sono due - il contributo pubblico e il mutuo - e molto dipenderà dalle preferenze della popolazione. La delibera del Cipe di oggi dovrebbe stabilire che, qualora il fabbisogno abitativo risultasse inferiore ai 4 miliardi disponibili, le somme residue verrebbero ridestinate a coprire le altre esigenze di ricostruzione, a partire dagli edifici pubblici. Il capitolo delle infrastrutture è molto nutrito. Dopo le decisioni del 6 marzo e dell'8 maggio, ora si passa all'assegnazione delle risorse alle singole opere. Si parte dal Ponte sullo Stretto che assorbirà 1,3 miliardi necessari alla Stretto di Messina come perno per rimettere insieme il piano finanziario dell'opera. Due miliardi e mezzo andranno invece alle Ferrovie che hanno già incassato 230 milioni per la Pontremolese: i fondi saranno suddivisi fra le due linee ad alta velocità Brescia-Treviglio (che dovrebbe avere 800 milioni) e Milano- Genova. Al terzo valico dovrebbero andare 1,5-1,7 milioni di euro. Numerosi gli interventi stradali e autostradali cui andrà una dote finanziaria dell'ordine dei due miliardi: la parte del leone dovrebbe farla la Salerno-Reggio Calabria che in realtà ha bisogno ancora di 2,2 miliardi per completare il finanziamento. Altre risorse andranno alla Pedemontana Lecco-Bergamo, al nodo di Perugia e Tre valli, alla tangenziale di Napoli e alla rete viaria costiera campana, all'adeguamento della statale 372 Caianiello-Benevento, alla statale 106 Jonica, alla Agrigento-Caltanissetta e al collegamento Licodia Eubea con la statale 117 bis, all'asse stradale fra Maglie e Santa Maria di Leuca. In campo autostradale scontata ormai anche l'approvazione del progetto definitivo e del nuovo piano finanziario della Brebemi. Per partire davvero con i cantieri il 22 luglio prossimo, mancano però ancora l'atto di indirizzo del ministero dell'Economia e il regolamento della Cassa depositi e prestiti sul fondo per la garanzia sulle opere pubbliche (Fgop), necessario per completare il quadro finanziario dell'opera. Dalle decisioni di oggi anche un miliardo all'edilizia scolastica e 1,5 miliardi per le metropolitane e le altre reti di trasporto urbano: linea C di Roma, rete regionale campana, Palermo, Catania, Bari, Cagliari, Parma, Brescia, Vicenza e Bologna.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it