L'AQUILA. Gli obblighi e i versamenti fiscali nei 49 comuni del «cratere» - sospesi dal 6 aprile e fino al 30 novembre prossimo - riprenderanno regolarmente da gennaio 2010. Ma che cosa prevede la bozza della manovra varata venerdì dal Consiglio dei ministri? I lavoratori autonomi (come artigiani, commercianti, liberi professionisti) torneranno a versare Irpef, Irap e Iva. I lavoratori dipendenti riprenderanno a pagare l'Irpef. Tutti dovranno restituire le imposte non versate negli otto mesi di sospensione. Versamenti al 100%, senza sconti. Saranno previste 24 rate (non gravate da interessi) e i modelli per la riscossione dovranno essere stabiliti dall'Agenzia delle entrate. Sempre dall'inizio del 2010 sarà annullata la sospensione di Ici, modello 740 e tutto ciò che va dichiarato all'Agenzia delle entrate o agli enti tributari.
I COMMERCIALISTI. «Auspichiamo che questo provvedimento venga rivisto», interviene Vincenzo Merlini, presidente dell'Ordine dei commercialisti dell'Aquila e al vertice della Federazione regionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, «per esempio si potrebbero prolungare i tempi di pagamento attraverso un apposito emendamento. I cittadini e soprattutto i lavoratori autonomi, provati e danneggiati dal terremoto, si trovano in grandissima difficoltà».
I CASI MOLISE E UMBRIA. La bozza presentata dal Consiglio dei ministri ha suscitato più di un malumore. Perché in altri terremoti, senza andare troppo indietro negli anni, le agevolazioni sono state diverse. In Molise la sospensione si è protratta per 30 mesi, con ben quattro proroghe: il decreto per la restituzione, arrivato solo lo scorso febbraio, ha previsto la restituzione in dieci anni, con un abbattimento del 60% delle somme da restituire. Stessa percentuale e stessi anni di restituzione per i terremotati dell'Umbria e delle Marche (la sospensione dei versamenti durò quasi un anno).
IN PROVINCIA. Il 30 giugno 2009, invece, scade la sospensione degli adempimenti e dei versamenti per i contribuenti, inclusi i datori di lavoro, non residenti nei 49 comuni del «cratere». Un provvedimento che risale all'inizio di giugno e che scatenò una serie di polemiche, soprattutto nella Marsica e nella Valle Peligna. I versamenti relativi al periodo di sospensione (aprile-maggio) vanno fatti entro il 16 luglio. I lavoratori dipendenti possono versare in cinque rate di pari importo. Per gli autonomi è previsto un versamento in un'unica soluzione. Gli Ordini dei commercialisti della Marsica e della Valle Peligna hanno protestato. In quanto ritengono che il provvedimento sia «contrario allo Statuto del contribuente: il cambiamento delle regole fiscali non può essere fatto senza un preavviso minimo di sessanta giorni».
ANZIANI BEFFATI. Più di un commercialista, inoltre, segnala che a luglio ci saranno anziani non residenti nei 49 comuni del «cratere» che non riceveranno un euro di pensione. Tra trattenute vecchie e nuove e modello 730 si ritroveranno con i cedolini «prosciugati».