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Pescara, 24/04/2026
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Data: 30/06/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il sindaco di Pescara paga pegno: movida fino alle 4. «Auto sui marciapiedi? Scelta di civiltà». Prossimo obiettivo: via le piste ciclabili dalla riviera

D'Angelo: «Un messaggio arrogante». Marelibero: «Andremo al Tar»

L'estate delle regole al contrario comincia con le macchine sui marciapiedi e continua, come preannuncia il sindaco Albore Mascia, con una ordinanza prossima ventura che permetterà ai locali di far musica fino alle 4 al week-end, e fino alle 3 nei giorni feriali. Il sindaco tiene fede al programma scritto e ai patti non scritti con i balneatori e i commercianti che l'hanno sostenuto, votato e fatto votare. Tutto nella norma.
Ad Albore Mascia non piace la parola ma la lobby, anzi le lobbies, esistono e incidono sulle istituzioni, e quindi anche sulle decisioni del sindaco di Pescara. Nel gioco delle parti Albore Mascia sa però che adesso deve affrontare altre lobbies, quelle dei pedoni, per esempio, che sui marciapiedi vorrebbero camminare. O dei ciclisti, anche quelli baby, che alle piste non possono rinunciare. O di chi la musica strombazzata dagli altoparlanti non la sopporta se la mattina deve alzarsi e lavorare perchè a Pescara non ci sono solo i balneatori e i giovanotti in vacanza ma anche medici e avvocati, operai e impiegati, insomma: la gente normale.
Capitolo marciapiedi. Dice il sindaco: «I balneatori sono imprenditori, gli imprenditori hanno utenti e io agli utenti ha pensato. E quegli utenti, ieri, mi hanno applaudito». E poi: «Dov'è la novità? Per 35 anni le auto hanno sostato sui marciapiedi e per cinque no. E poi io sono sindaco da pochi giorni, le aree private non erano disponibili, 500 posti auto non sono tanti, lo so ma ho fatto quel che potevo: una scelta ragionevole». Civile? «Sì, civile».
Risponde Camillo D'Angelo, ex vice sindaco, Pd: «Due cose: la prima, nel tratto nord, quello delle auto sui marciapiedi, ci sono venti balneatori, dieci non sono neanche di Pescara. A ognuno "toccheranno" venti posti auto per bagnanti che in gran parte, anche quelli, non sono di Pescara. La sosta sui marciapiedi è solo un messaggio arrogante e prepotente. E provinciale. Il traffico non è nè di destra nè di sinistra. E poi, anche senza aree, una soluzione c'era: il bus navetta della Gtm che per 40 mila euro avrebbe assicurato sabato e domenica il trasporto bagnanti fin sulla spiaggia». La seconda cosa: «Le periferie non contano e Pescara Nord è periferia. Perchè, sennò, non autorizzano la sosta sul marciapiede davanti a "Istria" o a "Nettuno"?».
Loredana Di Paola, di "Marelibero", valuta la strategia di opposizione: l'altro ieri ha ostacolato la sosta dei veicoli sui marciapiedi lì per lì, era uscita per una passeggiata non per mettere in difficoltà gli automobilisti. Pensa in grande: «Opera di sensibilizzazione perchè il pericolo, anche in questo caso, non è nè di destra nè di sinistra. Raccolta di firme. Azioni di protesta. Segnalazione al Ministero dell'Interno. E ricorso al Tar». Le ordinanze, in materia di viabilità, sono di competenza dei dirigenti del settore, non del sindaco. Quella dei marciapiedi è perciò a rischio cancellazione. Va bene che D'Alfonso faceva lo stesso ma non è il caso di imitarlo.
Capitolo notte e musica. Dice il sindaco: «Locali aperti un'ora in più». Cioè fino alle 3 nei giorni feriali, fino alle 4 venerdì e sabato. Ha ragione: i cittadini di Montesilvano sono costretti a tapparsi le orecchie fino alle 4,30, tutte le notti. Quelli di Pescara devono soffrire in eguale maniera. In ogni caso, al di là della battuta, sarebbe opportuna una scelta unitaria su un argomento di questo genere. Dice D'Angelo: «Il problema sicurezza era e resta vincolante. Per noi. Dovrebbe esserlo anche per il sindaco». Arbore Mascia è convinto di avere un asso nella manica: «I balneatori firmeranno un protocollo d'intesa con l'amministrazione per dotarsi di un impianto di videosorveglianza». Con la giunta di destra metteranno mano al portafoglio. Prima - quando lo chiedeva il Prefetto, lo chiedeva il Questore, lo chiedeva D'Alfonso o D'Angelo - gli imprenditori risposero picche. Pescara aspetta.

Prossimo obiettivo: via le piste ciclabili dalla riviera

La Confcommercio alza la posta in gioco. E dopo le richieste di apertura della rampa dell'asse attrezzato e il ripristino dei parcheggi sul marciapiede della riviera nord, prontamente esaudite dal nuovo sindaco, la lobby del commercio chiede ora a Albore Mascia di cancellare le piste ciclabili a sud e a nord del lungomare. Senza pensare a quello che potrebbe dire la Corte dei Conti, visto che la pista ciclabile a nord è in corso di realizzazione, e sarà terminata entro l'anno fino all'altezza della rotonda Paolucci. Più auto, e più smog, per tutti. È il primo banco di prova per il sindaco Luigi Albore Mascia alle prese con le richieste dell'"azionista di maggioranza" della nuova giunta. Ma il vero paradosso è un altro: la Confcommercio chiede la riapertura della rampa di piazza Italia, per molti, la madre di tutti i mali del traffico cittadino, e al contempo, invita Mascia a rispolverare il progetto redatto dall'ente di una terza rampa sopraelevata, utile, secondo l'associazione di via Aldo Moro, a decongestionare ulteriormente i flussi di collegamento con la zona sud. Della serie: tre rampe sono meglio di due. E' il classico cul de sac nel quale Mascia dovrà cercare di non infilarsi per non rimanere intrappolato dalle richieste delle lobby e per preservare un profilo di autonomia. Dal canto loro, i commercianti, che negli anni di D'Alfonso hanno sofferto di poca visibilità e a volte scarsa considerazione, adesso chiedono di essere ascoltati dal primo cittadino, già nelle grazie dell'associazione per il cambio di rotta avviato a pochi giorni dall'insediamento a palazzo di città. In particolare uno dei cavalli di battaglia della Confcommercio è sempre stato il piano parcheggi. E adesso l'ente torna alla carica. «L'atavico problema della città - dice la Confcommercio - che nessuna delle precedenti amministrazioni ha mai voluto concretamente affrontare, è proprio la mancanza di parcheggi. Il piano parcheggi è lo strumento indispensabile per permettere di accogliere l'utenza commerciale, turistica e dei servizi non solo specificamente cittadina, ma anche e soprattutto proveniente dalle zone vicine». La Confcommercio che punta ad avere un ruolo da protagonista nella nuova amministrazione comunale targata Mascia invita il primo cittadino a fare una ricognizione delle aree cittadine per individuare tutte le superfici pubbliche o private, che possano essere destinate a posti auto. Ma non è tutto. Perché l'ente chiede di rivedere il piano traffico e quindi riaprire la tanto contestata rampa dell'asse attrezzato. «A tal proposito - dice l'associazione -, saremmo ben lieti di poter essere in prima fila nel salutare quello che definiremmo il ritorno alla normalità, viste le tante battaglie combattute per restituire alla città il suo principale varco di entrata, inopinatamente tenuto chiuso anche dopo gli eclatanti risultati del referendum del settembre 2007, che aveva bocciato tutto il piano traffico voluto dalla precedente amministrazione». Tra le priorità, secondo la Confcommercio c'è poi la rimozione delle piste ciclabili, «che hanno prodotto come unici risultati tangibili il restringimento della carreggiata, disagi alla circolazione e la possibile perdita di preziosi posti auto». Una priorità, pari al diritto dei cittadini di respirare aria pulita, scegliendo magari, proprio le due ruote. Ma questo sembra contare meno. Anzi, zero.

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