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Pescara, 24/04/2026
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Data: 01/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il disastro di Viareggio - «Quei carri non erano italiani». Soprano, ad di Trenitalia: «Mercato liberalizzato, ma certe regole vanno riviste»

ROMA Dice Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie: «Dalle prime evidenze i macchinisti non hanno fatto errori». Ne è sicuro anche l'amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, che quasi si inalbera quando gli riportiamo una dichiarazione del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che parla di tragedia annunciata. «E' davvero un'affermazione fuori luogo. Vorrei ricordare che in questo momento c'è una fase di accertamento delle responsabilità...».
Però in Toscana, nel mese di giugno, si sono verificati tre incidenti. E questo è un dato di fatto.
«Un momento. Due di questi incidenti sono accaduti su due carri di aziende esterne. Ed è un particolare non irrilevante. Siamo in un mercato liberalizzato che significa che c'è libera circolazione di carri all'interno del sistema ferroviario europeo in base a regole europee. E ci sono soggetti privati che magari sono immatricolati in altri Paesi».
E non c'è il rischio che una liberalizzazione troppo spinta vada a scapito della sicurezza come denunciano sindacati?
«Ripeto, le norme ci sono, ora dovremo verificare se queste norme sono state rispettate. Dire che esse sono a maglie larghe, mi sembra un'affermazione decisamente forte. Vero è che quando accadono certi incidenti, queste stesse norme andrebbero rilette in chiave critica».
Non sarebbe meglio riaffidare ai vari vettori nazionali il controllo degli standard di sicurezza anzichè delegarli ai privati?
«Non mi sentirei certo di rimettere in discussione le regole. Ricordo che ci sono organismi esterni alle ferrovie europee che fissano le regole, la singola impresa ferroviaria può dare solo un parere consultivo».
E non ci può essere il rischio che qualche controllore risulti meno severo nei controlli?
«Posso dire che le norme tecniche sono abbastanza stringenti se vengono eseguite in maniera rigorosa. Non c'è possibilità di fraintendimento sui controlli che devono essere fatti».
Certo le norme sono uguali per tutti, ma potrebbero essere aggirate o non applicate integralmente?
«Una regola che non può essere aggirata non esiste ed allora è necessario rafforzare i controlli attraverso verifiche tecniche. In questo caso sarà chiamata in causa anche la magistratura».
In definitiva, c'è la possibilità di alzare i livelli di sicurezza dei treni?
«La sicurezza in assoluto non esiste, ma è un percorso che deve andare in continuo miglioramento. Guardi che dieci anni fa stavamo molto peggio anche se eravamo in un contesto diverso».
Si può mettere in sicurezza totale il trasporto di materiali considerati pericolosi?
«Assolutamente sì anche se richiede uno sforzo continuo. Quello che è accaduto a Viareggio va attentamente esaminato e ne vanno tratte delle lezioni. Immaginiamo per un attimo quali sarebbero state le conseguenze se l'incidente fosse accaduto in autostrada. Voglio dire che sicuramente la sicurezza sarebbe più bassa se questi trasporti avvenissero su gomma».
Allora con un minimo di insicurezza dovremo convivere?
«Direi di no. Dobbiamo, invece fare in modo, che il livello di sicurezza aumenti progressivamente e a questo obiettivo dovremo impegnarci tutti».

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