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Data: 01/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi fischiato a Napoli: «La Cgil ha mandato le solite 15 persone»

Il premier: «Governo fortissimo, con meno odio farebbe di più. Basta enfatizzare la crisi»

Il premier Silvio Berlusconi è stato contestato oggi a Napoli. Il premier era al teatro San Carlo per la premiazione delle eccellenze napoletane che si sono distinte nel mondo. All'esterno del
teatro, nella Galleria Umberto, si sono radunati una cinquantina di disoccupati organizzati, di lavoratori della Atitech, e della Tirrenia, che lo hanno fischiato ed hanno gridato «Buffone».

«Quelli che sentite sono gli organizzati della sinistra...», detto Berlusconi. Poi coglie l'occasione per prendersela con l'opposizione: «Ahimè abbiamo questa sinistra che si dovrebbe vergognare di tutto quello che fa agli effetti la nemica del Paese».

La manifestazione, ha aggiunto Berlusconi, era «organizzata dalla Cgil che manda le solite 15-20 persone a rivolgermi improperi». Domani - ha aggiunto il premier - i giornali diranno che Berlusconi è stato fischiato ma io so che la Napoli vera non è quella di questi ragazzotti ma quella di questa platea».

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, commentando la protesta dei lavoratori dell'Atitech, azienda che effettuava la manutenzione degli aerei della vecchia Alitalia, ha detto: «La vertenza Atitech non l'abbiamo dimenticata. Ho memorizzato i punti fondamentali richiesti dal sindacato».

Il governo potrebbe «fare di più se ci fosse meno invidia personale e meno odio politico fra le parti», ha poi detto da Napoli il premier, aggiungendo: «Il presidente della Repubblica ha detto basta diamo tregua io penso e spero che venga seguito il suo suggerimento e il suo consiglio perché il G8 sarà cosa importante».

«State sicuri che il nostro è un Governo fortissimo: c'è grande amicizia, grande rispetto, grande capacità di lavoro insieme, nella squadra di Governo», ha ribadito il presidente del Consiglio.

«Abbiamo le idee chiare sulle riforme che dobbiamo fare», ha detto il premier. Fra le riforme, Berlusconi ha citato quella della giustizia civile, sottolineando l'importanza di «dimezzare i tempi dei processi», la riforma della giustizia penale e la necessità di ammodernare la Pubblica amministrazione.

Basta enfatizzare la crisi. «Non ci sono paure nel consumare. Soprattutto, chi ha entrate sicure, come i dipendenti dello Stato che sono sicuri di non essere licenziati e hanno più soldi dell'anno precedente, perchè devono subire questa paura? Bisogna combattere la paura che riduce i consumi», ha quindi sottolineato Berlusconi. Il Cavaliere ha ribadito: «Basta, finiamola di leggere queste enfatizzazioni della crisi. La crisi deve finire da noi attraverso i nostri comportamenti ottimistici e fiduciosi».

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