Il convoglio era diretto a Casal di Principe in una delle società del sottosegretario Nicola Cosentino
ROMA. L'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato non sembra avere dubbi: «L'Italia è al primo posto per la sicurezza in Europa, quello di Viareggio è un caso isolato». Mauro Moretti è uno dei personaggi al centro della polemica dopo il disastro di Viareggio, ma è fermo quando sostiene che «si sta investendo moltissimo sul traffico merci, più sicuro del traffico su gomma». Tuttavia non esclude che «carri appartenenti ad altre società estere possano avere una manutenzione imperfetta».
Il riferimento ovvio è ai carri cisterna deragliati in Versilia che appartengono a una società multinazionale americana e che - secondo le anticipazioni dell'Espresso - erano diretti nel Casertano, a Casal di Principe, in una delle società del sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino. «La flotta delle Ferrovie italiane - ha proseguito Moretti - ha qualche anno in più rispetto alle migliori d'Europa ma non per questo è meno sicura».
Quella di Moretti è una difesa a tutto tondo della funzionalità delle rete italiana. Ma allora, cosa è successo a Viareggio? Per il responsabile delle Ferrovie devono essere messi in atto controlli a regola d'arte, «bisogna verificare se quel carro sia stato effettivamente sottoposto a manutenzione». Ma occorre anche guardare avanti e adeguare la normativa europea sulla sicurezza del trasporto merci su rotaia «per cambiarla e migliorarla. Tutti devono rispettare le procedure».
Ben diverso è il parere dei sindacati che accusano governo e Ferrovie di aver trascurato le linee per indirizzare sforzi professionali e risorse economiche sull'Alta velocità. In serata il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, ha chiesto le dimissioni dei vertici Fs. Moretti non ci sta: «I costi per la manutenzione non sono diminuiti e gli standard sono migliorati, gli incidenti diminuiti. Vedo troppi sciacalli in giro - contrattacca - negli anni '90 gli incidenti erano quattro volte di più». Moretti quindi analizza le cause che hanno potuto scatenare l'inferno di Viareggio: «Ci sono fessurazioni nell'asse del carrello del treno. Una piccola fessura interna al materiale si è allargata per sollecitazioni di lavoro fino a che la superficie si è ridotta non resistendo più agli sforzi. Questo è quello che è successo a Viareggio». In sostanza, l'asse del carrello ha collassato spezzandosi. In tutto ciò, Moretti «assolve» i macchinisti «che si sono comportati bene, e l'infrastruttura che ha funzionato».
Ora dovranno essere le verifiche tecniche a supportare le teorie di Moretti, che intanto questa mattina, insieme con il direttore dell'Agenzia per la sicurezza delle ferrovie, Alberto Chiovelli, sarà ascoltato in commissione Lavori pubblici al Senato.
I sindacati intanto hanno reagito ieri con un'ora di sciopero in Toscana. Gli autonomi hanno indetto uno sciopero generale dei trasporti per il 7 luglio. E mentre la Fit-Cisl chiede l'istituzione di una authority per i trasporti, Orsa, Cub e altre sigle hanno presentato un esposto contro il macchinista unico, in vigore da giugno sui convogli Trenitalia.