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Data: 03/07/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Il disastro di Viareggio - Da buttare le ruote di due carrelli del vagone. Ispettori alla Cima di Mantova: si è spezzato uno dei questi assi

MANTOVA. Ispettori al lavoro alla Cima riparazioni. Da mercoledì pomeriggio l'equipe dell'agenzia sicurezza delle Ferrovie è barricata nella fabbrica dove il 2 marzo scorso è stata compiuta la revisione del carro deragliato a Viareggio. «Ci siamo messi a completa disposizione degli ispettori», chiarisce Giuseppe Pacchioni, amministratore unico di Cima, che ribadisce di aver effettuato la revisione del carro cisterna in base alle richieste di Gatx e nel perfetto rispetto della normativa europea.
Pacchioni dice che gli ispettori stanno lavorando su due fronti: esaminano i documenti e le carte che provano i controlli e le revisioni e tengono degli audit, cioé ascoltano il personale di Cima e i responsabili delle verifiche e delle riparazioni, che, conferma, avevano scoperto che le ruote di 2 carrelli su 4 del vagone deragliato erano da buttare e avevano chiesto i pezzi di ricambio. Ed è proprio uno di questi assi che si è spezzato. «Stanno verificando tutti i documenti. Ormai è chiaro che il problema è circoscritto a quell'asse».
Quando è arrivato il carro della Gatx, ricorda Pacchioni, «è stato sottoposto a una G4.8, cioè una revisione ridotta. Già dai controlli visivi dei nostri tecnici è emerso che due delle sale, cioé il blocco di asse e due ruote, non era a posto». A quel punto, dice l'amministratore, è stata fatta richiesta al colosso tedesco di mandare altri due carrelli. «Ci hanno spedito le due sale richieste già revisionate, come dimostrano le carte. E noi le abbiamo montate. E' stato proprio su una di queste due che si è verificato il problema che ha causato la catastrofe». Pacchioni non è in grado di dire se le sale fossero nuove o usate, «la cosa indispensabile è che siano state sottoposte a revisione. E c'era: stampigliata. «Non ci sono stati controlli con gli ultrasuoni, che non sono previsti», conferma.
«Problemi di montaggio non sono stati rilevati» assicura un tecnico della fabbrica di Bozzolo, che fa eco alla dichiarazione dell'ad di Ferrovie Spa, Mauro Moretti che aveva qualsiasi tipo di saldatura. Il tecnico della Cima pensa che quella crepa fosse vecchia, e invisibile ad occhio nudo. «E' molto, molto difficile che l'asse possa essersi danneggiata per un errato montaggio, come è difficile che si sia crepata in soli sei mesi. Per danni del genere nell'acciaio ci vuole sicuramente molto più tempo, almeno un anno. Mentre il pezzo è stato montato soltanto in marzo».

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