L'AQUILA. Gli alloggi provvisori non basteranno rispetto al bisogno delle famiglie aquilane. Lo dice la Cgil al termine dell'incontro tra sindacati e amministrazione comunale sui criteri di assegnazione degli alloggi provvisori. Per il segretario provinciale dell'Aquila della Cgil, Umberto Trasatti «a tutte le famiglie dev'essere garantita una sistemazione alternativa alle tende, anche se provvisoria. Su questa richiesta si sono detti d'accordo tutti, compresi il Governo e la Protezione civile, i quali per risolvere il problema puntano sul fatto di far rientrare quante più persone nelle loro case. Un obiettivo condivisibile, sul quale la Cgil è d'accordo, ma per raggiungerlo», dice il sindacato «c'è bisogno di mettere in campo azioni e iniziative coerenti, con tutti soldi di cui c'è bisogno. Se i nuclei familiari sono 31 mila, e se gli edifici di tipo A (con o senza lavori da fare), B e C sono poco più della metà di quelli esistenti e verificati, restano da sistemare circa 15 mila famiglie con case D, E, F, che resteranno in albergo, affitteranno una casa, o andranno nelle casette che il governo e la Protezione civile stanno costruendo per 4.500 famiglie: 13-15 mila persone». A questo problema se ne aggiunge un altro, dice la Cgil, che riguarda la maggioranza degli aquilani con alloggi A, B e C, che dovrebbero tornare a casa dopo aver fatto i lavori di riparazione. «Il fatto è» sostiene Trasatti «che i soldi non bastano e le procedure burocratiche non sono chiare».