AVEZZANO - Gravi disagi nel trasporto ferroviario nella linea Pescara - Roma. Vive proteste dei pendolari esasperati. «La caduta degli... alberi!». Inizia così la nota del comitato dei pendolari della tratta Avezzano - Roma a firma Daniele Luciani. «Come al solito, si legge, il treno 2375 da Pescara con arrivo a Roma Tiburtina previsto alle 18, è in ritardo; le cause ormai sono ben note a tutti, solo Trenitalia fa finta di nulla e, come al solito, il treno 2376, corrispondente che viene effettuato con le stesse carrozze, parte in ritardo». Si sta parlando del giorno 2 luglio scorso. «Si parte, prosegue la lettera e nella stazione di Tivoli, ci viene comunicato che il treno subirà un ritardo imprecisato a causa di un albero caduto sulla linea aerea. Dopo circa un'ora si riparte per poi "morire" definitivamente nella stazione di Mandela, a causa di altre piante cadute ancora sul cavo elettrico. Alla nostra richiesta di approntare un servizio sostitutivo, visto che alla stazione di Mandela c'erano due pullman in sosta (della Cotral ndr), dopo parecchi minuti, causa burocrazia ferroviaria, finalmente partiamo con i mezzi sostitutivi con un ritardo di circa 160 minuti».
Ormai i pendolari conoscono bene i problemi della linea e si inoltrano anche in alcune considerazioni. «Dopo quanto accaduto a Viareggio, prosegue le nota, parlare della nostra rete ferroviaria fa male, ma il problema prima o poi va affrontato. La manutenzione è una questione seria e va affrontata: la linea aerea sempre sotto pressione che cade per un nonnulla; poi, ogni tanto, c'è qualche smottamento o i passaggi a livello si guastano. Signori di Trenitalia, e Politici abruzzesi, non pensate che sia il caso di intervenire? La nostra sicurezza è nelle vostre mani: siamo preoccupati». Ma a quanto scritto da Luciani, si associa Paolo Lannica che conferma come «un gruppo di pendolari nella circostanza sia stato trattato come bestie, lasciato al proprio destino per ore senza alcuna assistenza. Spero che il responsabile se ne assuma le responsabilità».