MILANO- Chiedono informazioni. Oppure sporcano la vittima per distrarla. E ancora, rallentano nelle salite e nelle discese dei treni per creare assembramento. Ecco alcuni dei tanti trucchi usati dai borseggiatori nelle stazioni ferroviarie. Nei primi cinque mesi dell'anno sono stati denunciati 2912 furti. . «È un problema grave, ma grazie all'intesa con la Polizia Ferroviaria siamo riusciti a diminuire i borseggi», spiegano dal gruppo FS.
I DATI- Un'intesa che è cominciata nel 2007 e che ha dato i suoi frutti già l'anno scorso. Si parla del 30 per cento di episodi in meno. Questa microcriminalità comunque fa disperare passeggeri e gestori. Perché in questi ultimi mesi si sono verificati, in media, 19 furti al giorno, la maggior parte dei quali avvengono sul treno. «Infatti il malvivente è spesso già seduto in carrozza. È ben vestito, una persona distinta. Tanto che la vittima si sente subito a suo agio. Poi si alza, magari appoggia la giacca e si porta via il computer o il telefonino». Insomma, bastano pochi minuti e il furto è compiuto. Nel mirino ci sono le tratte più battute e gli snodi più importanti. Come Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli. L'estate è un altro periodo caldo per i borseggiatori,. E in particolare nei giorni di esodo: in partenza quasi tre milioni di persone contro il milione e mezzo del resto dell'anno. Solo nelle stazioni, tra passeggeri e accompagnatori, si contano due miliardi di persone all'anno.
PREVENZIONE- Ed è proprio per contrastare questo trend che Ferrovie dello Stato si appresta a stampare altre 200mila copie del vademecum dei passeggeri. Una campagna di prevenzione per allertare i viaggiatori. Consigli, in italiano e in inglese, per non trovarsi in situazioni di pericolo. È necessaria, però, un po' di accortezza: «Perché non si può lasciare incustodita la giacca e pensare di ritrovarci il portafoglio». È anche vero che «i borseggiatori sono sempre i soliti noti. Bisognerebbe inasprire le pene per disincentivare la microcriminalità».