CHIETI. La Cgil teatina compie 90 anni. Ieri la sala riunioni della sede del sindacato è stata intitolata a Guido Torrese, insegnante, nato a Chieti nel 1892, e primo segretario provinciale della Camera del Lavoro locale dal 6 luglio del 1919. Allora si contavano 300 iscritti, oggi se ne contano 31 mila 212, con 53 tra dirigenti e funzionari e 18 sedi, ognuna delle quali comprensiva di ufficio pensioni, patronato e Caf.
«Assistiamo a continui attacchi al diritto al lavoro», osserva Michele Marchioli, segretario provinciale della Cgil, «a Chieti sono a rischio almeno 1500 posti di lavoro, se pensiamo solo alle vertenze più numericamente importanti, quali Burgo e Villa Pini, ma anche a situazioni in divenire, a esempio la Sixty».
Il segretario ricorda come in questi anni la Cgil abbia contribuito alla costruzione e alla difesa della democrazia, della libertà e del diritto al lavoro.
«Devono essere realizzati concretamente i progetti imprenditoriali disegnati nel capoluogo», osserva Marchioli, «dal centro In.Te, sull'area della ex cartiera, a quello di Toto sul terreno dell'ex zuccherificio. Ovviamente va garantita la sicurezza ambientale e la piena compatibilità di queste iniziative con la struttura urbana e territoriale. Al tempo stesso è imprescindibile il confronto diretto tra sindacati e imprenditori. Questi devono dirci con esattezza il proprio fabbisogno di competenze, per instaurare un corretto e proficuo iter di formazione, utile a un'occupazione allargata e stabile. Non possiamo confrontarci su progetti che prevedano solo e in gran parte assunzioni a tempo determinato o forme altre di precariato, perché questo significherebbe lasciar passare speculazioni e non iniziative imprenditoriali serie».
Il segretario della Cgil invita anche alla costituzione di un tavolo di confronto per il tessile-abbigliamento. (s.b.)