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Data: 08/07/2009
Testata giornalistica: TrambusNews Roma
Federtrasporto, Italia terra di conquista.

Cresce il numero di imprese italiane dei trasporti che si internazionalizzano ma non come protagoniste quanto piuttosto come oggetto di acquisizione di grandi compagnie estere che mirano a rafforzare la propria posizione nel mercato italiano. E' lo scenario delineato da Federtrasporto ne "L'internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell'impresa italiana" realizzato in collaborazione con Nomisma. Dall'analisi emerge che nel 2008 il numero delle operazioni di fusioni e acquisizioni che hanno coinvolto almeno un operatore italiano sono state 32, in aumento rispetto alle 26 del 2007 e più vicine alle 35 del 2006. L'anno scorso, tuttavia, c'è stato un rilevante aumento delle acquisizioni passive, che vedono nel ruolo di soggetti acquirenti grandi compagnie estere che mirano a rafforzare la propria posizione nel mercato italiano a fronte di un'ulteriore diminuzione dell'incidenza delle operazioni interne al mercato domestico rispetto al 2006 (40,6% contro 62,9%). Ecco i big europei del trasporto passeggeri: Arriva, Veolia, Transdev, Keolis e Ratp. Questi i gruppi attorno ai quali si sviluppano le operazioni di concentrazione. Ecco alcuni esempi. Arriva ha ampliato la rete in Portogallo, in Spagna (Madrid), in Danimarca, con l'acquisto di Veolia Denmark, e in casa ottenendo la concessione ferroviaria maggiore del Regno Unito, la New Cross Country. Ha portato all'80% la quota azionaria nella holding che opera servizi autobus in Ungheria e Slovacchia ed è entrata nel mercato polacco con una joint venture con un operatore ferroviario cargo nazionale. Veolia ha invece diversificato, con il Tpl in Francia, una concessione ferroviaria regionale in Germania, una joint venture per il trasporto collettivo in tre città del Marocco, per non parlare delle iniziative di penetrazione, in joint venture con partner locali o con la connazionale Ratp, nei mercati cinesi, indiani e sudcoreani. Transdev, ormai il 4° operatore in Europa ha vinto la gara per la privatizzazione della belga Connexxion, primo operatore passeggeri nazionale. Ratp Développement, controllata al 75% dalla parigina Ratp, si è invece concentrata sul mercato domestico, con acquisizioni di partecipazioni in operatori turistici e di Tpl interni ed esterni all'Ile de France. Keolis, partecipato al 45% da Sncf, ha seguito percorsi di diversificazione nel mercato francese (turismo, scolastici, collegamenti ferroviari aeroportuali, trasporto urbano ed extraurbano). All'estero, ha acquisito il 50% di una compagnia ferroviaria olandese, un'autolinea belga, la concessione per la gestione di una rete ferroviaria regionale tedesca per 16 anni. Anche in Italia - si legge - sono evidenti le spinte alla concentrazione nel tpl, tra aziende pubbliche locali, prevalentemente al nord, in un contesto normativo incerto e sempre sull'orlo di un'altra riforma. Le sinergie vengono esplorate anche in opposizione all'ingresso di grandi gruppi stranieri. regionale in Germania, una joint venture per il trasporto collettivo in tre città del Marocco, per non parlare delle iniziative di penetrazione, in joint venture con partner locali o con la connazionale Ratp, nei mercati cinesi, indiani e sudcoreani. Transdev, ormai il 4° operatore in Europa ha vinto la gara per la privatizzazione della belga Connexxion, primo operatore passeggeri nazionale. Ratp Développement, controllata al 75% dalla parigina Ratp, si è invece concentrata sul mercato domestico, con acquisizioni di partecipazioni in operatori turistici e di Tpl interni ed esterni all'Ile de France. Keolis, partecipato al 45% da Sncf, ha seguito percorsi di diversificazione nel mercato francese (turismo, scolastici, collegamenti ferroviari aeroportuali, trasporto urbano ed extraurbano). All'estero, ha acquisito il 50% di una compagnia ferroviaria olandese, un'autolinea belga, la concessione per la gestione di una rete ferroviaria regionale tedesca per 16 anni. Anche in Italia - si legge - sono evidenti le spinte alla concentrazione nel tpl, tra aziende pubbliche locali, prevalentemente al nord, in un contesto normativo incerto e sempre sull'orlo di un'altra riforma. Le sinergie vengono esplorate anche in opposizione all'ingresso di grandi gruppi stranieri.

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