Filovia sì, filovia no. Tra liti e polemiche, la strada soffoca
Viale Bovio è ormai al collasso
I residenti: «Non si respira più»
PESCARA - Posizioni contrastanti sulla filovia che dovrebbe vedere la luce sulla strada parco: l'omonima associazione guidata da Mario Sorgentone ha ribadito il proprio no, mentre l'Assoraffaello ha organizzato una manifestazione anti-inquinameto su viale Bovio, con striscioni eloquenti del tipo "Qui si respira smog", che non lasciano spazio ad equivoci.
La gente non ne può più e vuole la realizzazione immediata del filobus, che contribuirebbe sensibilmente ad abbassare il livello di micropolveri presenti in viale Bovio. La strada, infatti, è ormai arrivata al collasso. Quando l'Arta vi ha installato per poco tempo una sua centralina mobile, i livelli di smog raggiunti hanno fatto gridare all'allarme più di una persona. C'è chi, come il consigliere comunale Marcello Antonelli, chiede di limitare l'ingresso in città delle auto, e chi parla di una speculazione edilizia alla base dei continui ritardi con cui ci si dispone all'arrivo della filovia: la mancata realizzazione della struttura, infatti, accresce il valore dei palazzi che si affacciano sulla strada parco, come affermato dal consigliere comunale Ermanno Ricci, e per evitare un calo dei prezzi c'è evidentemente qualcuno che ha interesse a lasciare le cose così come stanno. Ma in viale Bovio i residenti si sentono cittadini di serie B e lamentano uno stato di abbandono per quella che è un'arteria
molto importante per il traffico cittadino, essendo il punto di collegamento tra Montesilvano e il centro di Pescara.
«Non riusciamo a capire - dice Giuseppe Dell'Orto - perché l'amministrazione comunale stia completamente trascurando una strada principale come viale Bovio. Qui c'è un alto tasso di inquinamento, in quanto non ci sono "sfoghi" per lo smog come invece avviene in via Raffaello». Sarebbe dunque opportuno il senso unico, come già era stato fatto alcuni anni fa: «I commercianti però non sono favorevoli a questa soluzione, perché ciò comporterebbe una circolazione veloce che scoraggerebbe la gente a fermarsi per guardare le vetrine».