L'AQUILA - Viale Corrado IV, ore 18.24, c'è poca gente comune sui marciapiedi, molti di più sono i Carabinieri, i Poliziotti e i Vigili urbani. Un elicottero volteggia fastidiosamente e ossessivamente sulla zona. Nei pressi della rotatoria di piazza d'Armi, c'è un presidio dei comitati che hanno adottato lo slogan "Yes we camp", parafrasando e ironizzando lo spot elettorale di Barack Obama: "Yes we can". Viene esposto un grande striscione con la scritta e con un megafono vengono spiegate le ragioni della protesta. Si tratta di un gruppo colorito (numerosi indossano una maglietta gialla con la scritta "Forti e gentili sì, ma fessi no"), accompagnato da un trombettiere. Al primo striscione se ne aggiunge un altro con la scritta: «Requisire le case sfitte agibili», un'altra delle richieste dei comitati cittadini. La staffetta della Polizia annuncia il mini corteo del presidente degli Stati Uniti: due furgoni neri blindati, con vetri scuri, bandierine dell'Italia e degli Usa. Il secondo, dietro, ha il portellone aperto: un tiratore scelto guarda di qua e di là verso l'alto. Dentro, il presidente più potente della Terra, in camicia bianca e pantaloni scuri. Pochi secondi, il trombettiere suona e i manifestanti gridano. Poi tutto torna nel silenzio. Mezz'ora dopo sarà la volta del premier russo Dmitry Medvedev, che raggiungerà Paganica con Berlusconi.
Obama, che in precedenza era rimasto molto colpito dal peso del dono consegnato ai leader partecipanti al G8: un libro d'arte sul Canova con copertina di marmo, un fardello da 24 chilogrammi (giratosi verso il suo assistente personale Reggie Love: «Reggie, tocca a te portare questo libro, lo sai vero? Non so come farai a infilarlo nel tuo bagaglio, buona fortuna»), nel frattempo, accompagnato dal premier Silvio Berlusconi, è già a piazza Duomo, dove, dopo le strette di mano a volontari e Vigili del fuoco, si ferma a fare una foto con le istituzioni della Regione Abruzzo: il sindaco Massimo Cialente, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane e il Governatore dell'Abruzzo Gianni Chiodi. Obama, come si vede dalle telecamere a circuito chiuso, si mette vicino alla Pezzopane e, notata la differenza di statura, con un sorriso si abbassa sulle ginocchia per mettersi all'altezza della presidente della Provincia: «Ho detto a Obama che lo ammiro e che è il mio mito, in inglese gli ho ripetuto "we are the champion". Lui mi ha abbracciato e in italiano mi ha risposto: "Buona fortuna"». Tutti scoppiano a ridere e dalle file anteriori parte un applauso. Prima di riprendere la passeggiata per il centro storico distrutto dal terremoto, Obama si sofferma a chiacchierare con Cialente: «How do you say God bless you» (che Dio vi benedica) e, poi, prima di andare via, ringrazia in italiano tutti i presenti: «Seguo la vostra tragedia fin dal primo momento, vi sono vicino e vi assicuro che gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare l'Italia». Piazza Duomo appare completamente blindata, ogni metro è controllato da forze dell'ordine e 007, sia italiani che americani. Sul lato sinistro della parte superiore sono montati quattro cartelloni con manifesti di grandi dimensioni sui quali sono riprodotte la cartina dei siti dove sorgeranno le case antisismiche e anche delle vedute dall'alto di Bazzano e Cese di Preturo che sono i due cantieri più avviati del progetto Case. Alle 19 Obama è alla Fontana Luminosa e il corteo scende lungo viale Gran Sasso diretto a Bazzano.
Il presidente americano si è impegnato a far fronte alle spese di 200 borse di studio per gli studenti dell'Ateneo. E, per favorire l'avvio regolare dell'anno accademico il prossimo autunno, a lanciare il progetto "adotta uno studente", messo a punto insieme al dipartimento di stato e al Niaf. Anche per il presidente degli Stati Uniti si tratta quindi di una visita «molto concreta», si rileva ancora in ambienti diplomatici. E la medesima impostazione è stata data all'incontro con il presidente russo, Medvedev. Il governo russo si è infatti impegnato al restauro della Chiesa di San Gregorio e di palazzo Ardinghelli. Berlusconi ha detto che «per ricostruire il centro storico dell'Aquila occorreranno dai tre ai cinque anni perché sono quasi tutti palazzi antichi».
«Sono molto contento di aver potuto incontrare questi Capi di Stato che hanno promesso aiuti concreti per la ricostruzione dell'Aquila». È stato il commento di Massimo Cialente, riferendosi all'accoglienza coordinata dal Comune dell'Aquila, su richiesta delle ambasciate, delle due delegazioni di Canada e Giappone, ricevute a piazza Duomo per un sopralluogo in centro. «Le due ambasciate - ha spiegato Cialente - hanno chiesto espressamente di incontrarmi per esprimere attraverso la mia persona la solidarietà e la vicinanza alle popolazioni terremotate». Cialente non è entrato nel merito del G8, limitandosi a sottolineare che «la speranza è che accenda i riflettori e non flash». Berlusconi ha annunciato, infine, un altro G8 all'Aquila, entro l'anno, proprio sul tema dei sistemi per far fronte alle calamità naturali.